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Per il turismo è il momento delle scelte L'industria turistica ha iniziato il 2012 in salita. Il naufragio della Costa Concordia, davanti all'Isola del Giglio, rappresenta una grande tragedia per il Paese e per il mondo intero. L'immagine dell'Italia è uscita fortemente compromessa. Alla Bit-Borsa internazionale del turismo in programma alla Fiera di Milano dal 16 al 19 febbraio si riuniranno tutti i protagonisti di un settore che vale circa il 10% del Prodotto interno lordo del Paese e dà lavoro a oltre 2,5 milioni di persone. «L'Italia ha grandi possibilità ma deve sviluppare una strategia chiara ed efficace» commenta il presidente del Touring club, Franco Iseppi. Antonio Tajani, vicepresidente della Commissione Ue: «Lo sviluppo del turismo è uno dei fattori chiave per uscire dalla crisi». Il punto è che bisogna affrontare molti nodi e contraddizioni. Abbiamo una struttura ricettiva imponente ma la competitività in campo internazionale è relativamente bassa. Negli anni 70 l'Italia era il Paese di riferimento per le vacanze e resta ancora in cima ai desideri. I sondaggi indicano che quando si pensa a un paese da visitare per vacanza dall'estero indicano subito l'Italia. D'altro canto, il «grand tour» della grande tradizione intellettuale europea dal secolo XVIII in avanti ha avuto l'Italia come meta di riferimento. L'Italia che ha l'80% del patrimonio storico-artistico mondiale ed è leader dei siti protetti dall'Unesco come patrimonio dell'umanità. I paradossi non mancano però. Abbiamo circa 40mila alberghi ma quelli top, i «Cinque stelle», non arrivano a 400 e quelli al Sud sono una quota assai limitata. Considerando l'intero mercato europeo una stanza d'albergo su cinque si trova in Italia, ma il tasso di occupazione non arriva in media al 65% (dati Aica). Come dire che poco meno di una camera su due resta vuota. Gli stranieri restano interessati all'Italia. Complice il boom dei voli e delle vacanze brevi e low cost gli arrivi dall'estero sono in aumento del 5,3% mentre resta debole il mercato italiano, a causa della caduta del potere di spesa delle famiglie. Da più parti si auspica che il 2012 sia un anno di svolta e che dalla Bit arrivino segnali forti, dopo un 2011 contraddistinto da una domanda interna in forte calo. Il Governo sta cercando di rilanciare sul turismo. Un segnale importante è arrivato con la indicazione del Consiglio dei ministri di Pier Luigi Celli al vertice dell'Enit (Celli ha incassato anche l'approvazione delle Regioni), dopo anni segnati da una difficile riorganizzazione dell'ente che, come Agenzia nazionale, dovrebbe costituire il fulcro dei piani nazionali per il settore turistico. «Possiamo fare tanto ma dobbiamo essere più competitivi» ha assicurato il ministro Piero Gnudi, il quale ha sottolineato chiaramente che nell'arco di 7-8 anni il contributo dell'industria turistica sul Pil può salire fino al 18% consentendo la creazione di almeno 1,6 milioni di nuovi posti di lavoro. E in questo caso posti di lavoro anche ad alta qualificazione. Su questo fronte la Bit costituirà un momento importante, il tema della formazione avanzata sarà centrale nell'ambito della rassegna. Il punto chiave è la competitività dell'offerta turistica. Il turismo a livello globale continua a crescere. Nel corso del 2011, ricorda l'Agenzia dell'Onu per il turismo (Unwto) il movimento turistico globale è aumentato del 4,4% sfiorando il miliardo di persone. Per il 2012 all'Unwto stimano che sarà intanto superata la quota del miliardo di persone in viaggio nel mondo con un ulteriore incremento del 3-4%. L'Italia deve attrezzarsi per calamitare una quota crescente di questi flussi. «Dobbiamo fare leva su una offerta chiara che valorizzi le nostre potenzialità» sottolinea Iseppi. «Bisogna riorganizzare la governance del settore – aggiunge –. Finora abbiamo pagato a caro prezzo il mancato coordinamento tra Stato e Regioni ed il fatto che l'Italia resta un Paese spaccato in due. Il Sud è ancora oggi poco raggiungibile rispetto al Nord». Ai ritardi infrastrutturali Iseppi aggiunge quelli legati alle strategie. «Serve una scaletta di priorità chiara. L'Italia è un grande paese di cultura: puntiamo su questo, tenendo conto che i beni culturali non finiscono all'800 – aggiunge –. Non dimentichiamo che siamo in grave ritardo anche sul fronte internet e che il balneare è un settore maturo. «La crisi ha avuto un impatto meno drastico sul turismo nelle città d'arte» afferma Mariano Frey, presidente di Roland Berger Italia. «Un ulteriore conferma che il turismo rappresenta un fattore chiave per la crescita di un territorio e questo per l'Italia, ricca di città d'arte è sicuramente uno degli asset da valorizzare». © RIPRODUZIONE RISERVATA
+5,3% Gli arrivi dall'estero Incremento degli arrivi di turisti esteri in Italia nel 2011 rispetto all'anno precedente 10 miliardi L'attivo valutario Rilevazione della Banca d'Italia sul surplus generato dalla spesa dei turisti stranieri in Italia nel corso dei primi dieci mesi del 2011 in rapporto alla spesa degli italiani per viaggi all'estero +4% Le stime Onu La previsione dell'Unwto sulla crescita nel 2012 dei flussi turistici mondiali, trainata dall'Asia e dall'Area del Pacifico L'industria turistica in Italia |
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