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Uno slalom fra trappole, esagerazioni e trucchetti Ognuno tira acqua al suo mulino, è evidente. E cerca di piazzare sul mercato il bene immobile spuntando il prezzo più alto, quello che gli consentirà di puntare con decisione verso l'upgrading: una casa più grande, magari con il giardino o il terrazzo, in un quartiere più "servito" dai trasporti pubblici e vicino alle scuole dei figli o al lavoro. È una catena teoricamente infinita, quella che lega compratori e venditori, ma che rischia di spezzarsi proprio a causa di valutazioni spesso a dir poco incongrue rispetto allo standard degli appartamenti. La consulenza di un professionista, in questo senso, può essere determinante per arrivare alla cifra corretta, utilizzando anche le linee-guida elaborate dall'Abi che tengono in considerazione i parametri di mercato per il residenziale e il metodo finanziario per gli immobili destinati a produrre reddito. Se il prezzo resta la leva fondamentale – e non potrebbe essere diversamente – domanda e offerta possono avvicinarsi grazie al ricorso a una serie di "trucchetti" che si rivelano decisivi nella corsa verso la firma del compromesso prima e del rogito poi. Del resto, i tempi medi di attesa in Italia sono di sei mesi e, mentre si ricevono i potenziali interessati, la casa perde progressivamente di valore. Ecco perché qualche piccolo accorgimento non guasta prima di far visitare la casa: riordinare, innanzitutto, perché il caos nelle stanze non aiuta a decifrare i pregi ma, anzi, esalta i difetti; eseguire o far eseguire lavoretti di ripristino che non incidono troppo sul budget familiare ma che danno un tocco di freschezza all'alloggio; preparare bene l'annuncio con foto dettagliate e un testo che punti sulle caratteristiche-chiave che possono essere ben sfruttate dai motori di ricerca se si sceglie il canale online. Stop all'improvvisazione, insomma. E raggiungere il risultato può diventare meno difficile. © RIPRODUZIONE RISERVATA |
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