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Hotel e ristoranti «salvano» dal rischio disoccupazione Un vero e proprio ammortizzatore sociale, anche se improprio e localizzato sul territorio. È il turismo nella provincia di Rimini, che registra 30mila nuovi avviamenti al lavoro nel primo semestre del 2011 con un incremento dell'8,5% su base annua; 24.500 lavoratori coinvolti, oltre il 22% assorbiti dalle liste di mobilità ingrossate dalla manodopera espulsa dal manifatturiero. E il fatto è che non si tratta solo di reclutamento di lavoratori stagionali, dato che un buon 30% dei contratti di assunzione, osservano gli albergatori, sono a tempo indeterminato. Una sorpresa? Non proprio, come ha accertato il Centro studi sulle politiche del lavoro della Provincia. In piena recessione l'industria delle vacanze ha viaggiato controcorrente, aumentando il proprio peso sul totale delle assunzioni. Dal 44,5% del 2008 è salita al 47,7% nel 2009, mantenendo pressoché inalterata la quota anche nel 2010 (47,6%). Una corsa che non sembra destinata ad arrestarsi, secondo le previsioni, anche per quest'anno delle imprese ricettive, pronte a nuovi avviamenti dopo una stagione estiva che nel 2011, in tutta la regione, si è chiusa con un +2,3% delle presenze. Alberghi, ristoranti e pubblici esercizi hanno generato posti di lavoro soprattutto per i giovani sotto i 35 anni, il 50,4% dei nuovi assunti, e per le donne (61,4%), che hanno trovato un posto come segretarie, cameriere, addette alle pulizie. «Il turismo – conferma Marco Vincenzi, responsabile del Centro studi – ha calmierato il mercato del lavoro. E l'occupazione è il termometro dell'andamento del settore, che a differenza degli anni passati oggi assorbe anche manodopera italiana fuoriuscita dalle imprese che operano nel manifatturiero. Assistiamo a un ritorno alle mansioni e ai mestieri che prima venivano delegati in larga maggioranza agli stranieri. Una trasformazione che sta cambiando la fotografia dell'occupazione nel settore». Certo, il personale costituito da immigrati resta preponderante soprattutto nei profili meno qualificati, pari a oltre il 77% delle nuove assunzioni. Ma la percentuale è in diminuzione a vantaggio degli italiani. Un fattore che consente anche ad albergatori e ristoratori di presentarsi ai tavoli istituzionali forti di un maggiore potere di negoziazione e con la forza del volume d'affari generato dal settore, che nella sola Emilia-Romagna vale oltre 12 miliardi di euro. © RIPRODUZIONE RISERVATA |
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