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E i business innovativi si inseguono in gruppo Dalla bioedilizia alla conservazione del patrimonio storico-architettonico. Con il contratto di rete innovare divventa possibile in molti campi, ottimizzando le eccellenze. Tra le prime reti di imprese sorte in Italia c'è Infrabuild, network lombardo sostenuto anche da Unicredit, che mette insieme dieci imprese concentrate sulla bioedilizia e con un fatturato aggregato di 50 milioni di euro e circa 250 dipendenti in totale. Nato a gennaio 2010, oggi è pronto a dare vita alle prime costruzioni nella zona di Lecco, mentre il suo progetto Eco-village è stato inserito anche nel Libro Bianco dei tavoli tematici della Camera di Commercio di Milano per Expo 2015. In Toscana è sorta Re.t.e - Rete edilizia toscana, promossa dalla Cna di Firenze. Una filiera che va dalla progettazione alla costruzione e unisce nove imprese (14 milioni di fatturato per 120 addetti). In Calabria, invece, c'è Edilnet (18 imprese, per 48 milioni di fatturato e 340 addetti). «Stiamo per creare un vero distretto della bioedilizia – spiega Antonino Tropea, direttore di Ance-Reggio Calabria – che significa non solo usare materiali eco-compatibili, ma anche riutilizzare gli inerti, che spesso in questa regione finiscono nelle fiumare, certificare la gestione dei rifiuti e ottimizzare il fabbisogno energetico in fase di costruzione. Non sarà uno slogan, ma un progetto che risponde ai problemi concreti delle imprese, come la scarsità della domanda e la contrazione dei lavori pubblici». Ci sono progetti innovativi promossi dalle reti anche al di là delle costruzioni. Uno di questi è Gonzaga Heritage, che nasce nel mantovano e unisce sette imprese (Coghi, Bottoli, Sap, Fornace Brioni, Matteo Brioni, Azichem e Garutti). Si tratta di un network dedicato alla conservazione del patrimonio storico-architettonico. «L'idea è nata all'interno di un distretto culturale promosso dalla Fondazione Cariplo, chiamato "Le regge dei Gonzaga". Ma il suo ambito operativo non sarà solo Mantova», spiega il capofila Gianluigi Coghi. «Ci proporremo a tutti i soggetti, in particolar modo le pubbliche amministrazione, che avranno la lungimiranza di conservare il patrimonio storico invece che intervenire quando già è rovinato». Legato alla commercializzazione e gestione immobiliare è invece Re Gesta. «Siamo cinque imprese, che messe insieme fatturano circa 10 milioni e impiegano 80 addetti: Bernacchi, Qualitalia, Real Estate management consulting, Sif Italia e Storchi», spiega Pablo Casarano, manager del network. «La nostra filiera va dalla gestione dei condomini e delle centrali termiche, al controllo di qualità fino alla vendita. A Milano oggi operiamo su circa 50mila immobili. Grazie alla rete offriamo i nostri servizi come un unico interlocutore e ci possiamo presentare ai grandi clienti, al pari di realtà ben più rilevanti come Cushman&Wakefield».© RIPRODUZIONE RISERVATA |
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