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Nuove o rivisitate le poltroncine dettano lo stile dell'arredo Indefinita e versatile, ricercata e sperimentale. Ma, soprattutto, oltre i canoni classici: la poltroncina, vezzo d'arredamento senza tempo, non risponde a regole precise né per quanto riguarda la sistemazione all'interno della casa, né in merito a struttura, stile e colori. Né sedia né imbottito, sfugge a categorizzazioni troppo rigide. Il suo punto di forza è proprio questo essere un complemento d'arredo dal carattere fortemente personale, in grado di contrapporsi allo stile dominante, diventando protagonista di una nicchia ad hoc. O viceversa integrandosi con il mood della stanza in cui si trova, ma dalla quale può sempre essere trasferita. Molto amata da chi vuole vivere la casa con attenzione al design – è bella da guardare e funzionale al contempo – la poltroncina è un terreno di sfida per le aziende del design, che ne fanno un esempio di creatività e ricerca sul piano di materiali, forme e tessuti. Non mancheranno esempi alla prossima edizione del Salone del Mobile: dalle forme vintage della linea Elysée di Ligne Roset – che si ispirano ai disegni originali di Pierre Paulin realizzati per la Sala dei Quadri dell'Eliseo, ma rivisti in chiave contemporanea – si passa alla leggerezza del nuovo modello J.J., disegnato da Antonio Citterio per B&B Italia e oggi da lui stesso rivisitato, con la struttura minimale bilanciata da tinte intense. La sperimentazione prende forma in Miami by Francesco Lucchese per Swan: dotata di una base girevole, punta su intrecci grafici e su un gioco di pieni e vuoti, di comfort e sostegno. Wolfgang di Fornasarig, disegnata da Luca Nichetto, è una seduta imbottita con struttura in rovere massello. Non mancano riletture di pezzi del passato, come la Fauteuil de Salon, creata nel 1939 da Jean Prouvé assemblando superfici lineari, che oggi, riscoperta dalla figlia negli archivi del designer francese, entra nella collezione di Vitra. © RIPRODUZIONE RISERVATA |
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