D'Amico resta in Borsa: «Mai pensato al delisting»
di Stefano Carrer del 29 marzo 2012

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ULSAN. Dal nostro inviato
«Ritirarci dalla Borsa? Non ci abbiamo mai pensato». Il presidente Paolo D'Amico fa chiarezza sulle voci lanciate da qualche analista sulla possibilità di delisting della D'Amico International Shipping, quotata a Milano dalla primavera 2007. Lo fa a margine della cerimonia del varo delle ultime due navi della flotta, avvenuta presso i colossali cantieri navali della Hyundai Mipo di Ulsan, in Corea.
I rumours non hanno avuto fondamento in qualcosa di specifico, ma in ipotesi avanzate all'interno di un contesto generale di propensione ai delisting culminato nelle recenti decisioni del gruppo Benetton. Se il settore dello shipping ha visto forti pressioni sui prezzi, non si esclude una ripresa del mercato se l'economia globale si rimetterà in carreggiata. «Un futuro positivo c'è e credo che arriverà nel nostro settore prima che in altri», afferma D'Amico: «Restiamo in Borsa perché crediamo nelle potenzialità del nostro settore e della nostra società». Aggiunge l'ad, Marco Fiori: «C'è stata una ragione strategica per l'Ipo. E c'è sempre un valore aggiunto nell'essere quotati. Non si tratta solo degli obblighi più stretti sul piano della corporate governance e della disciplina generale, che fanno sempre bene. Per esempio, abbiamo ottenuto finanziamenti dal gruppo bancario giapponese Mizuho, che probabilmente ci avrebbe considerato in modo diverso se non fossimo sul listino di Milano».
La scommessa su nuovi investimenti è evidenziata dalle due nuove navi: battezzate High Seas e High Tide (gli stessi nomi di due navi costruite nel 1989 e diventate importanti per lo sviluppo del gruppo), sono due product/chemical tanker che completano un programma pluriennale di rinnovo della flotta e comportano un investimento di 72 milioni di dollari, supportato principalmente dal Credit Agricole e dalla banca norvegese Dnb. «Stiamo già programmando il nuovo piano – aggiunge D'Amico –. Intanto per quest'anno nel ‘liquido' non avremo nuovi ingressi, mentre nel ‘secco' ritireremo 2 nuove navi in estate e altrettante l'anno prossimo».
Una settimana fa è stato annunciato l'acquisto per 22,5 milioni di dollari del tanker High Prosperity, già noleggiato dal 2006. Se il bilancio si è chiuso ancora in rosso, lo si deve agli alti ammortamenti relativi alla flotta. «Sul piano dell'Ebitda e del cash flow confermiamo che anche quest'anno il trend sarà ampiamente positivo – afferma D'Amico –. È ancora presto per fare previsioni sulla bottom-line: dipenderà dagli sviluppi del mercato». A suo parere, anche sul comparto crocieristico sparirà nel giro di sei mesi l'effetto negativo generato dal disastro all'isola del Giglio. La cerimonia del varo a Ulsan è stata organizzata con cura dai coreani, la cui industria cantieristica ha nuovamente strappato l'anno scorso il primato mondiale ai cinesi in termini di nuovi ordini e «resta sempre al vertice globale per qualità e affidabilità», come afferma Claudio Spinetti, responsabile del Registro Navale Italiano a Busan.
Dopo gli inni nazionali italiano e coreano, le madrine Deborah Nankivell e Olivia Ranger hanno battezzato le navi con la formula di rito: «I name this vessel… May God bless her and all who sail on her». La High Seas farà il suo primo viaggio portando un carico di olio di palma dalla Malaysia a Rotterdam.
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IN CIFRE

72 milioni di $
L'investimento
Sostenuto dal gruppo D'Amico per le due nuove navi varate nei giorni scorsi, supportato principalmente dal Credit Agricole e dalla banca norvegese Dnb

22,5 milioni di $
Il contratto
Per l'acquisto annunciato la settimana scorsa del tanker High Prosperity, già noleggiato dal 2006

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I prossimi vari
Nel ‘secco' il gruppo ritirerà 2 nuove navi in estate e altrettante l'anno prossimo