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Classe media più pessimista sul futuro dell'economia I ceti più agiati riacquistano fiducia nel futuro rispetto agli altri. Lo rileva il Barometro Coop di marzo, secondo cui soltanto il 13% delle categorie sociali più ambienti sostiene che la condizione economica peggiorerà nei prossimi mesi contro il 15% di dicembre; mentre il dato sale dal 19 al 21% per il ceto medio e dal 33 al 34% per i più poveri. Questo quadro complessivamente in grigio è coerente con i comportamenti delle famiglie i cui acquisti di ortofrutta, rileva sempre il Barometro Coop, si spostano dal carrello del supermercato alla sporta del mercato rionale, quelli di carne dribblano le bistecche di bovino o i tagli pregiati e puntano sul più economico pollame; nella lista della spesa delle massaie salumi e formaggi di marca sono sostituiti da quelli di primo prezzo o a marchio del distributore e aumentano le famiglie che lentamente sostituiscono saponi, shampoo e deodoranti di qualità con quelli acquistati nella catene specializzate come Acqua&Sapone. «È in atto – osserva Vincenzo Tassinari, presidente del consiglio di gestione di Coop Italia – un mutamento strutturale che va dal Nord al Sud e non risparmia nessuno. Le aziende ora devono trovare un nuovo break even. E vedo in particolare difficoltà le catena della distribuzione moderna. Solo i discount aumentano le vendite del 5%». Tassinari poi sottolinea che nei primi mesi dell'anno i volumi venduti sono in calo dell'1,6% con un'inflazione del 4-5%». Il Barometro Coop segnala un trend peggiore per il non food: la maggioranza delle famiglie non prevede di effettuare acquisti per la casa (multimedia, brico, casalinghi) e resta negativa la propensione nell'abbigliamento. © RIPRODUZIONE RISERVATA |
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