Milano, nuovo look per Fratelli Rossetti
di Giulia Crivelli del 31 marzo 2012

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La posizione è strategica, da sempre: il negozio Fratelli Rossetti del quadrilatero – che il presidente dell'azienda Diego Rossetti, uno dei tre figli del fondatore Renzo, definisce «la prima casa Rossetti» – è proprio all'imbocco di via Montenapoleone, di fronte al flagshipstore Bulgari, a due passi da quello Louis Vuitton e a tre, forse quattro passi dalla più grande boutique Giorgio Armani di Milano. La sua particolarità è di essere all'angolo con corso Matteotti, ha una forma che ricorda il Flatiron, mitico edificio di New York. E a pochi metri dalle vetrine che danno sul corso c'è il bar Sant Ambroeus, altro storico indirizzo della città. «È il negozio a cui siamo più affezionati, ma andava rinfrescato e razionalizzato, sia esternamente sia internamente – spiega Diego Rossetti –. Il concept dei negozi oggi invecchia molto velocemente, occorre sorprendere continuamente i clienti, non solo con i prodotti, ma anche con l'allestimento degli spazi. Inoltre avevamo l'esigenza di esporre meglio le borse e l'abbigliamento, due categorie sulle quali ci siamo molto concentrati negli ultimi anni. Anche se la novità a cui teniamo forse di più è il lancio del progetto "Su misura", al quale è dedicato il secondo piano».
La nuova veste del negozio verrà svelata oggi: il cambiamento esterno più evidente è l'ingresso, spostato su via Montenapoleone, mentre l'angolo diventa una vera e propria vetrina. All'interno spicca il pavimento in cuoio, il materiale che più richiama la tradizione dell'azienda di Parabiago, uno dei simboli del sapere artigianale italiano che si trasforma in marchio globale (Fratelli Rossetti fu la prima insegna italiana ad aprire in Madison Avenue, a New York, nel 1979). Ancora oggi le scarpe più sofisticate di Fratelli Rossetti richiedono fino a 160 passaggi e il saper fare sviluppato per le calzature maschili è stato travasato nelle collezioni da donna, da molte stagioni arricchite da un'articolata linea di borse, in pelle e pelliccia, come è successo per le "It bag" dello scorso inverno. Il nuovo concept è destinato a contagiare altri negozi: «L'ultimo intervento sulla boutique di New York risale a 12 anni fa: quello storico negozio sarà uno dei primi che rinfrescheremo – conferma Diego Rossetti, alla guida dell'azienda dal 2003 insieme ai fratelli Luca e Dario –. Sono investimenti importanti, che vogliono anche dare un segnale di fiducia e ottimismo in un periodo difficile per l'economia italiana e non solo».
Altri investimenti riguarderanno la comunicazione, perché il progetto "Su misura" potrebbe estendersi ben oltre Milano. Per Fratelli Rossetti, come per la maggior parte delle aziende della moda, il 2011 è stato un anno a due velocità, con un primo semestre molto buono e un secondo in brusca frenata. Il fatturato è rimasto praticamente invariato rispetto al 2010, a circa 80 milioni di euro, ma per il 2012 Diego Rossetti è ottimista: «Dai primi mesi abbiamo avuto segnali positivi, persino sul mercato italiano. Noi imprenditori, grazie a impegno e passione, non solo andiamo avanti, ma ci facciamo venire sempre nuove idee: in occasione della riapertura di via Montenapoleoane ad esempio presentiamo Milano, una stringata molto "urban chic", come si dice oggi».
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