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Una vetrina per spingere l'export Trecentomila visitatori provenienti da 160 Paesi, oltre 2.500 espositori su una superficie di 209mila metri quadrati. Questa, – in estrema sintesi , – la fotografia del Salone del Mobile 2012, evento –clou per – Milano, in grado –di generare un giro d'affari di quasi 350 milioni. Una vetrina ideale per l'arredamento made in Italy, che ha bisogno di cambiare marcia per uscire dalle secche iniziate nel 2008; una crisi pesante perché arrivata dopo anni di crescita del settore. Nel 2006 e 2007 il fatturato era infatti aumentato rispettivamente del 2,4 e del 3,9%, raggiungendo quota 26,5 miliardi, con l'export che pesava per 12,2 miliardi, in aumento del 5% nel 2006 e dell'8% l'anno successivo. Poi lo stop: quattro anni fa il fatturato è sceso del 4,3% con il vero colpo arrivato nel 2009 con un calo del 17,6% e l'export precipitato a 9,4 miliardi (-21,5% sull'anno precedente). Il 2010 ha fatto registare un "rimbalzo" positivo sia nel giro d'affari, risalito sia nella quota estero (+5,4%) sia nel fatturato (+1,8%). Nel 2011, per la prima volta, le voci fatturato ed export non hanno registrato lo stesso segno: a fronte di una diminuzione del primo cha ha fatto segnare un -4,8%, il secondo ha retto, segnando un +4,3% a 10,4 miliardi. Numeri che trovano differenti articolazioni nei veri segmenti del settore, con le cucine e le camere da letto che soffrono di più e altri che evidenziano segnali incoraggianti. Su tutti l'illuminazione, che ha mantenuto lo stesso livello di giro d'affari (2,3 miliardi, +0,3% sul 2010). La situazione più critica è quindi soprattutto sul mercato interno, con i consumi che sono scesi nel 2011 del 7,3 per cento. E con gli effetti che cominiciano a sentirsi sia sul fronte delle imprese non più in grado di resistere (con la chiusura di oltre 800 aziende, che si attestano ora a 32.277 unità) sia su quello dell'occupazione con un calo del 2% degli addetti nel 2011 (sono circa 380mila i lavoratori del settore) e prospettive negative per il 2012, con un imprenditore su quattro che stima una ulteriore riduzione degli organici. In questo scenario nasce la richiesta avanzata da Roberto Snaidero, presidente di FederlegnoArredo, di chiedere al Governo l'Iva al 4% (la stessa concessa per la prima casa) per alcuni settori mirati: «Stiamo vivacchiando, ma solo grazie all'estero – ha dichiarato al Sole 24 Ore – La mia provocazione sull'Iva ha l'obiettivo di smuovere le acque per consentire una nuova ripresa dei consumi». La ripresa in Italia resta però lontana, e la strada maestra da continuare a seguire per risollevare il settore è sempre l'export. Una strada maestra ma piena di difficoltà: dai dazi che si ergono come una barriera difficilmente sormontabile in Paesi dove il mercato sarebbe fertile per il made in Itay (come ad esempio il Brasile) alle dimensione media dell'impresa italiana, spesso poco strutturata per competere fuori dai confini nazionali. A prescindere dall'andamento congiunturale del settore, I Saloni 2012 – Il Salone internazionale del Mobile assieme a EuroCucina, Salone del Bagno, Salone del complemento di arredo e SaloneSatellite che si sono aperti martedì scorso e si chiuderanno domenica 22 – assieme al FuoriSalone, restano un motore importante per l'economia del territorio, con 194 milioni di euro di indotto turistico (stimato dall'Ufficio studi della Camera di commercio di Monza e Brianza) e altri 150 milioni di introiti dagli espositori. Oltre ai canoni di partecipazione all'evento incassati da Cosmit, l'ente organizzatore, si stima un investimento pari almeno a quattro volte tanto da parte degli operatori del comparto per far fronte ad allestimenti, spese di comunicazione (promozione, inviti ed eventi) e per il personale (trasferte, vitto e alloggio). © RIPRODUZIONE RISERVATA SU INTERNET i letti Semplici e rassicuranti, le proposte da Flou a Bonaldo (nella foto Amos) le librerie Irregolari ed essenziali, 10 proposte per il 2102 (nella foto Line di Albed) i tavoli Trasparenza e leggerezza in tavola (nella foto Bamboo di Lema) www.casa24plus.it |
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