Da Sotheby's all'asta diamante di 4 secoli
di Nicol Degli Innocenti del 27 aprile 2012

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LONDRA
Un diamante il cui valore è superato dalla sua importanza storica: il Beau Sancy, gemma regalata da Enrico IV a sua moglie Maria de' Medici nel 1604, è il pezzo forte di un'asta di gioielli di provenienza reale o nobiliare che Sotheby's terrà il 15 maggio a Ginevra. Il diamante, che è stato presentato ieri a Londra, è di 35 carati con taglio a pera e ha una stima tra i 2 e i 4 milioni di dollari.
«È davvero una pietra storica che raramente capita di poter vedere o acquistare - spiega Daniela Mascetti, esperta di gioielli d'epoca di Sotheby's e responsabile dell'asta -. È particolarmente raro che di una gemma si possano conoscere gli ultimi 400 anni di storia, come in questo caso». Comprato a Costantinopoli alla fine del Cinquecento dall'avventuriero e nobiluomo Nicolas de Harley, signore di Sancy, il diamante proveniva dalla miniera indiana di Golconda, l'unica conosciuta all'epoca. Maria de' Medici lo fece incastonare in cima alla corona che indossò per la sua salita al trono nel 1610, per valorizzare il taglio insolito che lo rende altrettanto bello visto davanti e da dietro. Rimasta vedova, esiliata in Olanda, fu costretta a vendere il Beau Sancy al principe Federico di Orange-Nassau. Il diamante viaggiò poi dall'Olanda a Londra come suggello della promessa di matrimonio tra Guglielmo, figlio di Federico, e Maria Stuarda, figlia di Carlo I d'Inghilterra. Nel 1702 Federico I, appena incoronato re di Prussia, rinunciò a tutti i gioielli della sua eredità in cambio del Beau Sancy, che da allora - per oltre trecento anni - è rimasto nelle mani della famiglia reale di Prussia. «È la storia che conta, non la purezza o il colore, - spiega Mascetti -. In quest'asta di gioielli, ad esempio, abbiamo altri due diamanti più grandi in vendita, uno di 41 e uno di 36 carati. Non hanno però il fascino del Beau Sancy e una storia così bella, di passaggi tra case reali senza tragedie». Dopo quattro famiglie reali europee, chi potrà essere il nuovo proprietario del Beau Sancy? «È una pietra da collezionista, impossibile prevedere la nazionalità - afferma Mascetti -: all'ultima asta abbiamo avuto clienti da 47 Paesi diversi, dimostrazione che i gioielli sono davvero una passione universale».
Chi non riuscisse a conquistare il Beau Sancy può consolarsi con altri nobili gioielli all'asta, diversi dei quali fanno parte della storia italiana. Come la spilla a forma di fiore con diamante giallo da 7,3 carati al centro che proviene dalla collezione del principe Filippo Corsini.
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