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«In edilizia la qualità si sceglie, non si impone» «La certificazione degli edifici non deve essere imposta, altrimenti si vanifica la sua efficacia. Il bollino volontario e quello obbligatorio sul mercato hanno significati completamente diversi. Va bene definire delle soglie minime da rispettare, ma poi la qualità costruttiva si deve scegliere». A schierarsi contro l'attuale sistema di certificazione energetica degli edifici è Alberto Lodi, rappresentante della sezione lombarda del Green Building Council Italia, partner del Gbc americano (Usgbc), secondo membro in Europa del World Gbc, dopo la Germania, per numero di iscritti (circa 600 imprese). Ogni città o istituzione ha il suo bollino. Crede sia un limite il campanilismo normativo italiano? Purtroppo la realtà lo dimostra. Basta vedere cosa è successo introducendo l'obbligo della certificazione energetica per tutti gli edifici al momento della compravendita. Lo strumento era stato introdotto dall'Europa per scopi nobili, con l'obiettivo di ridurre del 20% le emissioni entro il 2020, ma si è ridotto a un semplice foglio di carta, venduto a 50 euro sul telefonino. L'obbligatorietà l'ha reso, spesso, una carta falsa. Negli ultimi anni sono proliferati i sistemi di certificazione delle nuove costruzioni. Non crede sia meglio puntare su un solo bollino? Assolutamente sì. Il Gbci è indissolubilmente legato al Gbc degli Stati Uniti, con cui lavoriamo in stretta collaborazione, e noi portiamo avanti solo la certificaizione LEED. Ci stiamo dando da fare per diventare credibili quanto l'istituto statunitense, ma ci sono tante altre valide realtà che lavorano in questo senso sul mercato. Secondo noi la chiave è l'internazionalità: il certificato LEED è conosciuto nel mondo, in Cina come in India o in Europa. Questo è molto importante. Nel 2010 avete pubblicato Leed Italia, riconosciuto negli Usa. Ma perché, allora, avete lanciato da poco anche GBC home per gli standard residenziali? È sempre un certificato di tipo LEED, ma è scritto in italiano. È assimilabile nei contenuti e nel metodo ma non potrà mai fregiarsi del logo LEED. Ma non crede che crei solo confusione sul mercato questa proliferazione di bollini? Stiamo cercando di calare il protocollo nel contesto italiano, perché lo schema LEED non si adatta sempre al tipo di edilizia italiana. Quella residenziale, di piccolo taglio, non ha nulla a che fare con quella Usa. Mentre sui palazzi di uffici gli standard sono simili, sul residenziale ci sono riferimenti legislativi e normative tecniche differenti. Quali altri standard state definendo? Stiamo lavorando alla certificazione dei quartieri (neighborough development, ndr), uscendo dagli edifici per definire la qualità di uno sviluppo urbano; poi stiamo sviluppando un protocollo sull'edilizia esistente e un'altro sugli edifici storici. © RIPRODUZIONE RISERVATA |
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