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Rcs decide la vendita di Flammarion - Ora gli ultimi ritocchi MILANO Ancora un nodo da sciogliere per mettere la firma definitiva sotto la cessione di Flammarion, ma per il consiglio Rcs la decisione è presa. Non appena si risolverà la questione legata a diritti editoriali su una delle attività della casa francese – questione non rilevante sotto il profilo del valore economico, che però ha ritardato la chiusura dell'operazione – non sarà nemmeno più necessario ripassare dal board. Flammarion, che era stata rilevata da Rcs nel 2000 per circa 150 miliardi di vecchie lire, tornerà dunque in mani francesi: il gruppo Gallimard, che si era fatto avanti fin dalla prim'ora e che ha ottenuto di negoziare in esclusiva, pagherà una cifra vicina ai 250 milioni. Il consiglio di amministrazione di Rcs, che si è riunito ieri pomeriggio sotto la presidenza di Angelo Provasoli e durato quasi quattro ore, oltre ad avere fatto il punto sulla cessione di Flammarion, ha anche esaminato l'andamento del business nei primi mesi dell'anno. «I mercati di riferimento del gruppo – segnala una nota della società che edita Il Corriere della Sera – continuano a evidenziare il trend di settore negativo già registrato nell'avvio dell'esercizio». Per quanto riguarda, in particolare, i dati gestionali di Rcs relativi all'Italia, nei mesi di aprile e di maggio si è registrato un deciso peggioramento sul versante della raccolta pubblicitaria, con un calo superiore al 10% rispetto allo stesso periodo dell'anno scorso nell'area Quotidiani, e ancora più pronunciato nell'area Periodici. Resta difficile la situazione in Spagna – che lo scorso anno ha mandato i conti del gruppo in rosso per 322 milioni a causa della svalutazione degli avviamenti di Unidad Editorial – dove la caduta della raccolta pubblicitaria supera il 20%, seppure solo in «leggero peggioramento» rispetto al primo trimestre di quest'anno. Per contro, sottolinea la nota di Rcs Mediagroup, «si conferma in entrambi i Paesi la crescita dei risultati del comparto online, sostenuta dai continui investimenti digitali, sia in termini di ricavi, a tassi superiori al 10% in Italia, sia di audience». Con i campionati di calcio europei, il mese di giugno, tuttavia, ha segnato un'inversione di tendenza nell'andamento della raccolta pubblicitaria del gruppo, sia in Italia, sia in Spagna: tra le testate in portafoglio ci sono i quotidiani sportivi Gazzetta dello Sport e Marca. Infine, il consiglio ha fatto il punto sulle ulteriori azioni di taglio di costi, avviate quest'anno in entrambi i Paesi di attività, confermando l'obiettivo previsto di ottenere benefici per 70 milioni complessivi rispetto al 2011. © RIPRODUZIONE RISERVATA |
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