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L'approdo sicuro si prenota in rete La nautica al tempo del web è una rivoluzione appena iniziata, che solo ora si sta arricchendo di un'offerta di prodotti dedicati. Ma la strada è ancora lunga. Un signore esperto di ticketing elettronico che ha affrontato per la prima volta una vacanza in barca è rimasto sconvolto, giustamente, per l'impossibilità di prenotare i posti barca. È vero, ti rispondono sempre «venga qui poi vediamo, il posto glielo troviamo», ma se poi ti godi il tramonto «eh… ma le avevo detto di far presto!». Enzo Carlo Cambrea si è preso la briga di mettere un po' di ordine nel sistema di prenotazione delle marine. «Ero alle Eolie – racconta – mi sembrava impossibile non poter attraccare con sicurezza da nessuna parte; con un amico e socio abbiamo subito pensato di sfruttare la nostra esperienza con i teatri sul mare». Così è nato iDockers, un portale dedicato ai servizi per la nautica con il core business dei marina. «Al momento stiamo chiudendo una quindicina di contratti, ma mi aspetto che come è successo con cinema e teatri la spinta venga dal basso, sarà l'utenza a far leva. All'inizio gli esercizi erano restii, ma sono stati costretti a partecipare per la convenienza. Il nostro sistema funziona sia su precisa richiesta del diportista sia attraverso la geolocalizzazione della richiesta, cui verrà offerta una scelta di porti in prossimità». Ogni utente sarà riconosciuto anche per le caratteristiche della barca. Al momento Cambrea ha chiuso accordi con Mondovela per una offerta che riguarda il charter nautico e Eurometeo per le previsioni che saranno disponibili sul sito, che sarà anche un amplificatore di tutte le possibilità offerte dai marina in termini di servizi. Il web e queste offerte manderanno in pensione le carte nautiche? Non necessariamente. «Finora – spiega Giuseppe Carnevali, inventore del sistema cartografico Navionics che ha popolato tante barche da diporto – abbiamo usato i plotter di bordo e la carta nautica per andare da A a B, ma la navigazione vera e proprio è un tempo piccolo rispetto a tutto quello che si dedica alla pianificazione del viaggio, alla manutenzione e preparazione della barca, in sostanza al proprio hobby. Servono molte altre informazioni dedicate, dai ristoranti ai marina, ai servizi. La nostra applicazione per iPhone è stata la numero 34 di Apple Store dedicata alla navigazione e la prima per il mare. Adesso non si contano, siamo a migliaia. Abbiamo subito avuto un successo immediato, offriamo grazie alla geolocalizzazione una serie di informazioni importanti». Cosa verrà dopo? «Penso che il futuro sarà nell'integrazione automatica tra quello che può offrire il telefono portatile (nelle sue diverse declinazioni) e la strumentazione di bordo. I nuovi modelli cominciano ad avere tutti il wifi, che non è che un primo passo verso la integrazione di diverse elettroniche di bordo». La difficoltà nasce dalla struttura fisica dei marina e degli approdi, un marasma di realtà diverse spesso lontane dal digitale. Faranno di necessità virtù? Sarebbe utile, per promuovere quel turismo nautico che dovrebbe attirare soprattutto dall'estero nuovi clienti. © RIPRODUZIONE RISERVATA |
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