|
Crollo dell'edilizia in Piemonte (-19,1%) TORINO Dal 2008 al 2012 il comparto costruzioni del Piemonte ha perso quasi un quinto degli investimenti (-19,1%). Il crollo, nero su bianco, è emerso durante la presentazione, ieri, del rapporto congiunturale di Ance Piemonte e Valle d'Aosta. Una situazione particolarmente negativa emerge per le nuove abitazioni (-35%) mentre i primi segnali di arresto della caduta degli investimenti dovrebbero arrivare nel 2013, merito delle misure contenute nel decreto sviluppo per le ristrutturazioni. Negli ultimi due anni, comunque, le imprese piemontesi entrate in procedura fallimentare sono aumentate del 10,8%, con forti conseguenze sull'occupazione visto che il numero di operai iscritti alle Casse edili è diminuito del 22 per cento. Dati che costringono a guardare oltre e a pianificare una possibile exit strategy. Da qui la scelta di dedicare l'incontro al tema della Green landscape economy e alla ricerca di un nuovo modello di sviluppo per le città e i territori. «Riqualificazione urbana, sostenibilità ambientale, infrastrutture e housing sociale sono fattori su cui intervenire» sottolinea Giuseppe Provvisiero, presidente Ance Piemonte. Guardare oltre, dunque, ma ben consapevoli delle zavorre che il settore si porta dietro: «Il fenomeno dei ritardi dei pagamenti – spiega Filippo Monge, presidente del Centro studi – ha raggiunto livelli inaccettabili», sui 5 mesi. Così come pesano le difficoltà nel credito: l'ultima indagine realizzata dai costruttori ha evidenziato difficoltà di accesso al credito per il 65,4% delle imprese, il dato più alto dal 2008. Il responsabile nazionale dell'Ance, Paolo Buzzetti, ha espresso un apprezzamento sulle possibili ricadute positive del decreto sviluppo, «che favorisce l'edilizia sia per gli interventi di ristrutturazione e risparmio energetico, sia per il nuovo». Buzzetti, poi, si è detto fiducioso dopo il vertice europeo: «Se lo spread scende sotto i 300 punti, le banche possono tornare a dare soldi a famiglie e imprese». A margine del convegno il sindaco di Torino Piero Fassino ha parlato della possibilità, per la città, di utilizzare i project bond per le infrastrutture. Tra queste, in pole position il prolungamento della metropolitana fino a Rivoli. © RIPRODUZIONE RISERVATA |
|
|||