«Con le gestioni diamo un futuro alla Pizzarotti»
di Giorgio Santilli del 4 luglio 2012

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ROMA
L'impresa Pizzarotti di Parma festeggia nel bilancio 2011 appena approvato il superamento del miliardo di fatturato (1.085,9 milioni con una crescita del 13,7% rispetto al 2010) e conferma le caratteristiche che le conferiscono un tratto originale nel panorama ristretto delle grandi imprese italiane: limitato ricorso al mercato estero (31,8% sul fatturato e 18,2% del portafoglio ordini) e forte scommessa nello sviluppo del project financing, con particolare impegno nei settori autostradale e ospedaliero.
Nel portafoglio dell'impresa sono iscritti ricavi per 5.437 milioni derivanti da attività di concessione e di gestione di opere. «Lo sviluppo delle concessioni è un passaggio importante - dice il vicepresidente della società, Michele Pizzarotti - che ci consentirà una continuità di ricavi nel tempo, con attività che hanno una durata fino a 50 anni». Si tratta di «una scelta chiara» nella fase storica in cui la grande impresa molto discute (con riferimento soprattutto alla vicenda Impregilo) se sia corretto evolvere verso il business delle concessioni o debba invece espandere la propria capacità costruttiva. Questa scelta - dice ancora Pizzarotti - «ci darà la possibilità di non restare quello che eravamo in passato e di evolverci verso la fetta più interessante del mercato delle costruzioni». L'azienda parmigiana guarda al «modello francese» dove «la grande impresa fa un terzo del fatturato dalle gestioni», ma Michele Pizzarotti pensa anche al mondo anglosassone quando scommette in un futuro per il project financing italiano. «Il decreto legge sviluppo appena varato dal Governo consentirà secondo noi - dice Pizzarotti - uno sviluppo importante anche in Italia del project financing grazie alla defiscalizzazione Irap, Ires e Iva e al regime fiscale del 12,5% sugli interessi dei project bond. Pensiamo che questo possa attrarre non solo capitali italiani e bancari, ma anche capitali internazionali, soprattutto quei fondi anglosassoni che hanno già dimestichezza con lo strumento del project financing». Pizzarotti è convinto che i rendimenti potranno essere molto interessanti. Ma non ci sarà da parte di questi capitali internazionali diffidenza verso un paese noto nel mondo per le lentezze burocratiche e la mancanza di certezze delle regole nel rapporto fra pubblico e privato? «Certamente - dice ancora l'imprenditore - è fondamentale garantitre che il quadro regolatorio di un contratto resterà fermo nel tempo».
Pizzarotti conta su un'ulteriore crescita già quest'anno. L'accelerazione dell'alta velocità Treviglio-Brescia con l'avvio del secondo lotto (quota del 24%) e la commessa per la Pedemontana lombarda come general contractor (tangenziale di Como), l'accelerazione dei project financing nella Brebemi, nella Tem e negli ospedali toscani pongono le condizioni perché la crescita ci sia. Lo sblocco delle commesse da parte del Cipe da dicembre a oggi ha premiato la società parmigiana.
Il bilancio 2011 mostra intanto un margine operativo lordo di 69,7 milioni (con un Ebitda del 6,4%) contro i 59,3 milioni del 2010, un margine operativo pure in crescita da 38,2 a 50,1 miliardi (Ebit dal 4% al 4,6%), un risultato di esercizio invece in calo sia prima delle imposte (da 23,4 a 13,8 milioni) sia netto (da 25,5 a 13 milioni). Il portafoglio ordini resta sostanzialmente stabile a 3,7 miliardi, se si ricomprendono le sole attività di lavori, con ua netta prevalenza delle infratsrutture (2,87 miliardi), seguite da immobiliare (292,4 milioni), edilizia (258,2 milioni), gestioni (202,9 milioni) e prefabbricati (44,3 milioni).
A limare l'utile è la posizione finanziaria netta che peggiora da -112,3 a -245,8 milioni soprattutto per effetto della svalutazione di alcune attività finanziarie: 23 milioni pesano per l'iscrizione a conto economico di un risultato negativo da valutazione a fair value di «investimenti di liquidità in azioni o strumenti finanziari quotati». Un altro aggravio della posizione finanziaria arriva da alcuni finanziamenti «no recourse», in particolare per due operazioni, Pizzarotti energia e l'acquisto di un immobile da ricostruire nel centro di Montecarlo attaverso Protea Sam. «Più che un aggravio della posizione finanziaria - dice Pizzarotti - vedo investimenti che daranno i loro frutti».
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