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Reti d'impresa per rilanciare le calzature del Brenta PADOVA Strategia con azioni a breve e a medio termine per la scarpa veneta. Una tattica complicata perché, anche se sui dati 2012 non è ancora stato squarciato il velo, la cassa integrazione ordinaria (+87,2% nei primi tre mesi dell'anno per un totale di 137mila ore) fa pensare «a una leggera flessione rispetto al 2011, sia in termini di raccolta ordini che di produttività. Bollando il 2012 come un anno critico». Lo ha affermato ieri il presidente dell'Associazione calzaturifici Riviera del Brenta (Acrib), Siro Badon, nel corso dell'assemblea generale svoltasi a Padova. Numeri alla mano, il sistema calzaturiero della Riviera del Brenta (diffuso sulle province di Padova e Venezia) ha fatto registrare 568 aziende attive (-3,8% sul 2010). Il fatturato di 1,6 miliardi di euro nel 2011 è stabile rispetto all'anno precedente e non ha recuperato i livelli pre-crisi di 1,9 miliardi. E questo nonostante rappresenti una quota del 50,7% sul totale del settore calzaturiero in Veneto e del 13,1% su quello nazionale. Gli addetti sono calati di un ulteriore 1% nel 2011 arrivando a quota 10.516, dopo la pesante flessione del 2008 (-14,7%). Stesso andamento per la produzione: 19,8 paia di scarpe realizzate nel 2011 (+ 0,2% sul 2010, ma -8,8% rispetto al 2008). «Si sa – ha affermato Badon – che i consumi stanno calando in tutto il mondo. Ma se ne può uscire: con partenariati con istituti di stilismo e sistema universitario», come il “Politecnico calzaturiero”, società di ricerca promossa nel 2001 da Acrib e Anci. «Ma soprattutto – continua Badon – servono azioni a breve e medio termine. Le prime consistono in accordi con le banche: abbiamo raccolto più di 50 milioni di euro in liquidità straordinaria per le associate; e in collaborazioni con le Camere di commercio di Venezia e Padova, per partecipare a fiere con un risparmio del 50%. Quanto alle seconde, si tratta di reti di imprese. Una, diretta alla vendita, è già stata realizzata, ma ne sono previste altre due per acquisti collettivi e modernizzazione della produzione». Guarda lontano il presidente di Confindustria Venezia, Luigi Brugnaro: «Il distretto è sull'asse di sviluppo della città metropolitana: occorre unire il brand Venezia al prodotto». © RIPRODUZIONE RISERVATA |
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