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«Arezzo ha fame di infrastrutture» AREZZO Evoca il rischio dell'«isolamento del territorio e del suo impoverimento» il presidente di Confindustria Arezzo, Andrea Fabianelli, presentando la lista delle cose da fare all'assemblea annuale dell'associazione svoltasi ieri alla Fiera aretina alla presenza del leader nazionale di Confindustria, Giorgio Squinzi e della vice Antonella Mansi. La priorità, ha ammonito Fabianelli rivolto ai governanti locali, è dotare il territorio delle infrastrutture materiali e immateriali mancanti: «Non è possibile - ha sottolineato il presidente di Confindustria Arezzo - che nella nostra provincia vi siano ancora intere aree industriali senza banda larga, con infrastrutture elettriche e idriche inadeguate; o che non si riesca a spedire i nostri prodotti via treno perché le Ferrovie e il Governo non credono nel trasporto merci su rotaia. E non è possibile - ha aggiunto - che ci vogliano anni e anni per adeguare, senza oneri per l'amministrazione locale, il nostro piccolo aeroporto, solo per renderlo utilizzabile da parte dei privati e degli aerotaxi». Il grande capitolo dei trasporti comprende anche l'interporto che «deve essere completato»; i collegamenti ferroviari con lo snodo dell'alta velocità fiorentino «che devono diventare più rapidi»; i grandi progetti stradali come la Due Mari Grosseto-Fano e l'adeguamento della E45, in attesa da anni e ora di nuovo in stand-by. Sono questi vincoli territoriali, uniti alla fase di crisi economica, che fanno sentire gli imprenditori «come il locomotore di un treno in salita», obbligati a pagare il prezzo di un sistema-Paese «bloccato, inefficiente e indeciso». Per l'economia aretina il 2012 si è aperto con parecchie nubi, con la produzione industriale scesa del 3,9%, il fatturato del 2,7% e gli ordini esteri in calo del 2,6% (quelli italiani segnano -4,4%). La performance peggiore è proprio quella del settore trainante, la gioielleria-bigiotteria, che nel primo trimestre dell'anno ha visto contrarsi la produzione del 10,7%, dopo la pesante flessione di fine 2011. «L'innovazione è determinante per recuperare produttività e competitività - ha detto l'economista Luigi Biggeri - e deve essere perseguita come sistema, anche aumentando il livello del capitale umano che lavora nelle aziende aretine, da conseguire attraverso la formazione a tutti i livelli e l'assunzione nelle imprese di giovani laureati». Proprio sulla formazione, Fabianelli ha annunciato che gli industriali sono disponibili a investire per realizzare sul territorio master e corsi di specializzazione di alto livello. © RIPRODUZIONE RISERVATA |
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