Soffre pure l'hotel low cost
di Laura Dominici del 6 luglio 2012

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Le famiglie tirano la cinghia e anche l'alternativa low cost all'hotel non basta a superare la crisi dei consumi turistici. Bed & breakfast a 30 euro al giorno, agriturismi con prezzi scontati e più servizi, questa estate non saranno esenti dai cali di presenze. Uniche eccezioni positive i campeggi e le case vacanza. Per i primi la stima di crescita delle prenotazioni è attorno al 5%, mentre le seconde rappresenteranno un'opportunità per almeno il 15% dei turisti, con un'offerta in crescita del 31% rispetto al 2011 (secondo Immobiliare.it).
A macchia di leopardo, invece, il trend di agriturismi e bed & breakfast, con flessioni della domanda fino al -30% degli agriturismi sardi. Si riduce poi la durata del soggiorno medio, che nei bed&breakfast passa da 4-5 a 2 notti, ad eccezione dei campeggi, dove la permanenza degli europei è stabile: 8 giorni (fonte Faita).
«I pernottamenti in strutture extralberghiere (33% di presenze totali contro il 67% degli hotel) sono un'opportunità per diversificare la vacanza e contenere la spesa – sostiene Franco Iseppi, presidente Touring Club Italiano – . L'Italia deve incentivare le stagioni di spalla puntando su nuove tipologie di turismo senza trascurare gli standard qualitativi».
L'agriturismo intanto soffre sempre di più la crisi, dopo i segnali di ripresa dello scorso anno. Il direttore di Agriturist, Giorgio Lo Surdo, dichiara che «il -6% di richieste del primo semestre si riconfermerà nei mesi clou estivi. I clienti hanno tagliato anche i weekend e le uscite brevi. In tenuta Toscana, Sicilia, Puglia, Campania e Umbria. Resiste meglio chi punta su internet, visto che ormai l'80% delle vendite arriva dal web».
Le aziende agrituristiche hanno rafforzato la collaborazione con le web agency, ma i costi sono alti, con commissioni sulle vendite del 20%. «Occorre investire in comunicazione e garantire più identità – avverte Lo Surdo – per far crescere quel 40% di componente straniera che ha un buon valore di spesa».
I bed & breakfast dal canto loro possono contare su un 40% di clienti esteri. «I Paesi emergenti – spiega Marco Piscopo, presidente nazionale dell'associazione Anbba – sono Canada, Brasile, Australia, Giappone, Cina, Corea, India. Città d'arte, Piemonte e Trentino Alto Adige registrano le performance migliori, mentre soffre il balneare al Sud». I casi di successo sono da attribuire «ad amministrazioni oculate che creano rete nel territorio, integrando l'offerta con percorsi di trekking, passeggiate attrezzate, itinerari del gusto, e all'utilizzo dei social media» aggiunge Piscopo. Confcommercio Chieti, ad esempio, ha di recente messo in rete b&b, affittacamere e country house della provincia. Firenze, invece, ha tratto vantaggio a giugno dai concerti di star del rock registrando 20mila presenze turistiche in più, con un picco proprio per i bed & breakfast. In aiuto corre la tecnologia, con il lancio di applicazioni per localizzare le strutture su iphone, ipad e tablet.
In un clima di estrema prudenza spicca l'ottimismo degli operatori dei Campeggi. Il presidente di Faita Federcamping, Maurizio Vianello, dice: «Il settore open air rappresenta la seconda tipologia di sistemazione dopo l'hotel, con 70 milioni di presenze, 3,5 miliardi di fatturato e sta andando ragionevolmente bene, perché risponde a esigenze di flessibilità e di integrazione dell'offerta». Il Veneto è la regione leader del camping, visto che tra il Garda e l'Adriatico gestisce un flusso di 16 milioni di presenze. Seguono Toscana, Emilia-Romagna (quest'anno in difficoltà a causa del terremoto) e i laghi del Piemonte per i flussi nordeuropei. L'offerta open air si sta evolvendo: «Da tenda e roulotte lo sviluppo si sta spostando verso le mobil-home – dice Vianello –. All'estero i tour operator si sono accorti da tempo di questa opportunità e ora anche in Italia un gruppo come Alpitour sta investendo su questa sistemazione». In arrivo nei campeggi anche i centri benessere mobili.
Un 15% degli italiani, invece, secondo Immobiliare.it sceglierà per le proprie vacanze l'affitto di una casa al mare o in montagna, che consente la condivisione delle spese tra più soggetti. L'offerta è incrementata di quasi un terzo. La Puglia è leader con il 10% della quota sulle preferenze (+16% le prenotazioni, +22% per il Salento; seguono Sardegna e Sicilia (9%) e Toscana (8%). Uno su due partirà ad agosto, rileva l'indagine, il 17% ha prenotato tra i tre e i sei mesi prima, il 29% tra uno e tre mesi. In crescita i ritardatari a caccia di offerte ultimo minuto, come confermano da Homelidays.it. Sulla convenienza punta Interhome (Gruppo Hotelplan), che ha lanciato sul sito la sezione "Cheep Cheep" e registra una crescita del 2% in Italia. Di questi giorni il debutto di www.casevillas.com, un portale con 12mila strutture tra appartamenti, complessi turistici, case indipendenti e ville di pregio in Italia e all'estero.
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