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Burberry, rallenta l'aumento dei ricavi A conferma che la crescita del mercato del lusso sta subendo un generale rallentamento, i conti del primo trimestre fiscale (chiuso il 30 giugno) di Burberry, il più importante marchio britannico del lusso, hanno registrato un aumento delle vendite dell'11% a 408 milioni di sterline, quasi dieci milioni in meno di quanto stimato dagli analisti, al netto delle fluttuazioni dei cambi. Nei due trimestri precedenti, gli incrementi erano stati rispettivamente del 15% e del 21%. Più in dettaglio, i ricavi retail sono stati di 280 milioni (+14%), quelli wholesale di 102 milioni (+9%), mentre i ricavi da licenze sono stati pari a 26 milioni, in calo del 5%, a causa della chiusura di alcuni contratti. Nel trimestre le vendite retail e wholesale nell'area Asia-Pacifico sono aumentate del 18%, del 16% in Europa, di appena il 2% nelle Americhe (dove Burberry ha ritirato la sua presenza da alcuni negozi multibrand) e del 9% nel resto del mondo. A difendere comunque le performance del marchio è scesa in campo il ceo Angela Ahrendts: «Grazie al continuo slancio registrato dal brand, Burberry ha fatto registrare un primo trimestre di tutto rispetto. I ricavi sono aumentati dell'11%, pur in un ambiente esterno più difficile che mai. Le vendite nel segmento retail, che costituiscono adesso circa il 70% dell'intero business, sono aumentate del 14%, sostenute da iniziative volte a migliorare il valore del marchio grazie a una migliore produttività degli store e nuovi spazi». A questo proposito, come annunciato nelle scorse settimane, il totale della superficie dei negozi aumenterà fra il 12 e il 14% entro il 31 marzo 2013. La ceo ha quindi affermato che «Burberry continuerà a investire nelle strategie legate al retail e nel segmento digitale», settore in cui il brand britannico è leader e spesso pioniere (ad esempio, è quello che vanta il più alto numero di fan su Facebook, oltre 13 milioni ed è stato il primo a lanciare la sfilata interattiva). Inoltre, proseguiranno gli investimenti nel marketing, «per una crescita sostenibile di lungo periodo, pur restando attenti e pronti a reagire alle variazioni dell'ambiente esterno», ha aggiunto Ahrendts. Un ambiente che, come è noto, è penalizzato dalla crisi economico-finanziaria in Europa e preoccupato dagli inediti segnali di rallentamento dei consumi di lusso provenienti dalla Cina. La Borsa non è restata insensibile a tale scenario: dopo aver ceduto oltre il 5% nella giornata di martedì, ieri sul listino di Londra il titolo Burberry è stato il peggiore della giornata, perdendo ben il 7,4% a quota 1,188 sterline, il suo minimo dell'anno. © RIPRODUZIONE RISERVATA |
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