Una sola «voce» per gli hotel
di Nicoletta Picchio del 19 luglio 2012

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ROMA
Due anni di collaborazione, poi, negli ultimi sei mesi, si è avviato il processo per la fusione vera e propria tra Confindustria Aica, Associazione italiana compagnie alberghiere, e Confindustria Alberghi. «Quando vedo forze che si uniscono sono contento, la fusione potenzia la rappresentanza di settore in Confindustria: nasce un nuovo soggetto che potrà operare con sempre maggiore forza e determinazione», è stato il commento del presidente di Confindustria, Giorgio Squinzi, aprendo l'assemblea che ha sancito la nascita dell'Associazione Italiana Confindustria Alberghi. Una realtà associativa che riunisce 2.500 aziende del settore, 170mila camere, 70mila dipendenti e un fatturato che supera i 5 miliardi di euro.
Accanto a Squinzi, i protagonisti di questo importante passaggio: Maria Carmela Colaiacovo ed Elena David, rispettivamete numero uno di Confindustria alberghi e di Aica, che hanno lavorato con determinazione al progetto, e Giorgio Palmucci, il presidente della neonata associazione, ad di Hotelturist, oltre a Costanzo Jannotti Pecci, presidente di Federterme e membro del direttivo di Confindustria.
«Faccio fatica a spiegarmi l'indifferenza che c'è nei confronti di questo comparto sia nell'opinione pubblica e la marginalità nelle scelte di politica economica dell'industria turistica», ha detto Squinzi, pur ammettedo recentemente qualche maggiore segnale di interesse. «C'è stata attenzione alla domanda, trascurando aspetti dell'offerta, considerando il settore dal punto di vista del consumo e non come industria», ha continuato il presidente degli industriali.
E sarà proprio questa una delle priorità che il nuovo presidente di Aica, Palmucci, si è posto come obiettivo da raggiungere: «serve un approccio industriale. Lavoreremo molto con i nostri associati sulla classificazione alberghiera, cercando di superare la frammentazione che esiste a causa delle differenti normative regionali».
Altra sfida, il prossimo contratto di lavoro, le cui trattative cominceranno in autunno. Anche Squinzi si è soffermato ieri sull'argomento: «la riforma del lavoro è oggetto di modifiche e tra gli aspetti particolarmente critici c'è quello del lavoro a termine». Esigenza particolarmente sentita nell'alberghiero: «in un settore come questo dove la stagionalità è fisiologica è essenziale per la stessa vita dell'azienda. Gli elementi di flessibilità che con fatica il settore si era riuscito a costruire sono stati praticamente annullati. Speriamo di convincere la signora Fornero a ripristinare la giusta flessibilità». Proprio i contrati a termine, la stagionalità e la flessibilità saranno, secondo Palmucci, il cuore del prossimo rinnovo: «il costo del lavoro pesa per oltre il 30%, dobbiamo tenerlo sotto controllo per aumentare l'occupazione». Anche il lavoro è una priorità in un comparto dove nel mese di giugno, rispetto all'anno precedente, il tasso di occupazione è sceso di 3 punti e la redditività del 5 per cento.
Bisogna anche superare i nodi della burocrazia: addirittura sei anni per un ammodernamento, sottolinea il neo presidente. La nuova associazione potrà quindi essere un interlocutore più forte nei confronti delle istituzioni nazionali e regionali, oltre ad essere in linea con la razionalizzazione delle strutture che lo stesso Squinzi si è posto come obiettivo della sua presidenza, nominando una Commissione ad hoc. «Confindustria sarà al vostro fianco per sostenere questa iniziativa e contribuire a definire una strategia di sistema di lungo respiro», ha detto Squinzi, convinto che «il turismo italiano abbia bisogno di un salto di qualità che lo proietti come leader dell'industria e del turismo a livello europeo e mondiale».
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