Hermès vola grazie al boom in Asia
di Marco Moussanet del 20 luglio 2012

Condividi su: Facebook Twitter | vota su OKNOtizie | Stampa l'articolo Invia l'articolo | Diminuisci Ingrandisci

PARIGI. Dal nostro corrispondente
Un altro semestre da incorniciare per Hermès, anche se le vendite del secondo trimestre hanno risentito del perdurare, e in alcuni Paesi dell'aggravarsi, della crisi in Europa. La prima parte del 2012 si è comunque chiusa con un fatturato (a 1,59 miliardi) in crescita del 15,4% (a tassi di cambio costanti, mentre il dato a cambi correnti registra un aumento del 21,9% grazie a un'evoluzione delle parità monetarie che ha avuto un impatto positivo nell'ordine degli 85 milioni).
L'andamento del secondo trimestre (+13,4%) consente però di capire quali sono le aree geografiche dove persino il settore del lusso, che sembrava intoccabile, comincia a registrare una frenata del suo ritmo di crescita. Se infatti l'Asia (Giappone escluso) continua a viaggiare a gonfie vele (+24,6% nei sei mesi e +26,9% nel secondo trimestre), l'Europa mostra segni di evidente rallentamento: +15,9% nel semestre e +11,8% nel trimestre (con la Francia che passa da +10,1% a + 6,8%). E il mercato giapponese, che pure era ben ripartito nella prima parte dell'anno, è l'unico a far segnare una flessione nella seconda (dell'1,1%, anche se a cambi correnti l'incremento è comunque del 12,7%). Ottime notizie invece dal continente americano, dove il fatturato cresce del 9,4% (e dell'8,2% nel solo secondo trimestre) pur confrontato con una primo semestre 2011 eccezionale (+34%).
Tutti in aumento a doppia cifra i diversi mestieri della maison francese, dal 10,3% della pelletteria al +22,8% dell'orologeria, mentre la voce che riunisce bigiotteria e oggetti d'arredo s'invola addirittura del 50 per cento.
E l'aumento del risultato operativo, che verrà annunciato il 31 agosto in occasione della presentazione del bilancio finanziario semestrale, dovrebbe essere in linea con quello del fatturato.
Quanto alle prospettive 2012, Hermès sottolinea la difficoltà di fare previsioni affidabili «a causa dell'incertezza sulla situazione economica complessiva e sull'evoluzione dei cambi». Conferma però l'obiettivo di una crescita delle vendite del 10%, mentre il margine operativo, espresso in percentuale del fatturato, «dovrebbe essere compreso tra quello del 2010 e quello del 2011». Quindi appena inferiore al picco storico del 31,2% registrato l'anno scorso.
Il titolo ha chiuso a 237 euro, in salita del 3,1 per cento.
© RIPRODUZIONE RISERVATA