La Tirrenia è diventata privata
di Raoul de Forcade del 20 luglio 2012

Condividi su: Facebook Twitter | vota su OKNOtizie | Stampa l'articolo Invia l'articolo | Diminuisci Ingrandisci

GENOVA
«Oggi è nata la nuova Tirrenia. Ma il nome resterà quello vecchio. Abbiamo un marchio talmente bello e importante che sarebbe un peccato non utilizzarlo». Le parole sono di Vincenzo Onorato, patron di Moby, e arrivano pochi minuti dopo la firma, avvenuta nella serata di ieri, del passaggio dell'ex società statale dalla gestione pubblica, operata nell'ultimo dal commissario Giancarlo D'Andrea, a quella privata di Compagnia italiana di navigazione (Cin). Cioè la compagine che si è aggiudicata la gara per la privatizzazione ed è partecipata da Moby (40%), fondo Clessidra (30%), dalla Gip di Luigi Negri (20%) e dall'imprenditore Francesco Izzo. Cin, che ha da poco sottoscritto un aumento di capitale di 40 milioni ed è guidata dall'ad Ettore Morace, dalle 23,01 di ieri notte è, a tutti gli effetti, subentrata allo Stato nella gestione di Tirrenia e della sua flotta di 18 navi. E prende in carico la ex compagnia pubblica forte del finanziamento, da 150 milioni, per l'acquisto, sottoscritto con un pool di banche: Unicredit, Banca Imi, Mps, Bpm e Banca popolare di Vicenza.
«Il primo passo del nuovo corso - dice Onorato - sarà il rinnovo della flotta. Il mio pensiero va alla Sardegna, che doteremo di efficienti collegamenti sul porto di Cagliari, a lungo trascurato, ma anche agli equipaggi. Ai quali dobbiamo assicurare continuità e sicurezza». E per questo, aggiunge Ettore Morace, «stiamo procedendo a creare una "Fondazione Tirrena", no profit, a Cagliari per formare i nuovi marittimi. Dalla flotta usciranno subito 5 navi che saranno demolite, tre della classe "Strade romane" più i più i traghetti Lazio e Toscana, che saranno sostituite da tre navi nuove prese a noleggio. Due sono della Minoan Lines (gruppo Grimaldi, ndr) e sono già pronte a Messina e la terza è la Moby Tommy.
Sotto il profilo contrattuale, «il valore dell'acquisizione è di 380 milioni - spiega l'avvocato Francesco Sciaudone, di Grimaldi studio legale, advisor dell'operazione insieme a Legance - e non è stato fatto, come invece qualcuno aveva ventilato, alcuno sconto, alla Cin sul prezzo», nonostante sia passato un anno tra stipula del contratto di vendita (25 luglio 2011) e il reale passaggio della compagnia ai privati. È stato accordato a Cin, invece, un differimento del pagamento della parte da versare cash. Si tratta, spiega Sciaudone, di «un adeguamento che tiene conto degli impegni affrontati da Cin rispetto all'Antitrust (che ha dato l'ok alla vendita ma condizionato a severe prescrizioni, ndr)».
In pratica, a quanto risulta, anziché 200 milioni cash e 180 in tre tranche successive, Compagnia italiana verserà circa 150 milioni subito e il resto nelle tre rate concordate. La cifra in contanti (coperta per l'80% dalle banche e per il 20% da Cin) verrà depositata dopo che sarà stato firmato (tempo previsto: 15 giorni, da ieri) il decreto ministeriale di cancellazione delle vecchie ipoteche di Tirrenia. La convenzione per le sovvenzioni statali sulle rotte di servizio pubblico, che garantisce 72 milioni annui per otto anni a Tirrenia, è stata invece firmata, in serata, mercoledì scorso.
«La passione e la determinazione - conclude Morace - ci hanno consentito di superare le difficoltà, ma soprattutto ci guideranno nel realizzare investimenti, crescita occupazionale, coinvolgimento delle realtà territoriali».
© RIPRODUZIONE RISERVATA