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Settore delle calzature sempre più globalizzato
Cresce la globalizzazione del settore calzature, si consolida la suddivisione e la specializzazione produttiva internazionale e si confermano in crescita le aree mercato dei paesi emergenti. Questi
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Settore delle calzature sempre più globalizzato
Cresce la globalizzazione del settore calzature, si consolida la suddivisione e la specializzazione produttiva internazionale e si confermano in crescita le aree mercato dei paesi emergenti. Questi in sintesi i trend emersi durante l'inaugurazione di Expo Riva Schuh, manifestazione internazionale di riferimento per l’industria calzaturiera che si svolge due volte l’anno a Riva del Garda.
Secondo i dati Satra riferiti al 2008, ultimo anno disponibile, il calo delle esportazioni mondiali è risultato inferiore al calo della produzione tanto che la percentuale di merce esportata in relazione alla produzione raggiunge il 71%. Ciò vuol dire che il settore continua la sua strada verso la globalizzazione più accentuata in cui non solo emergono i nuovi produttori mondiali (Cina e India in primis) ma si specializzano le filiere per tipo di produzione e segmenti di prodotto. In questo modo, a livello mondiale, solo il 30% della produzione è prodotta e consumata nello stesso paese.
“In questa congiuntura di mercato il nostro evento è, sempre più, un momento di incontro tra i diversi poli produttivi e permette al sistema Italia di mantenere la sua centralità storica e prospettica: lo dimostrano i 364 espositori italiani che prendono parte alla manifestazione nonché l’interesse dei 823 stranieri che vengono qua per conoscere e farsi conoscere”, spiega il direttore di Riva del Garda Fierecongressi Giovanni Laezza aggiungendo che gli espositori stranieri hanno raggiunto il massimo storico.
Dai dati emerge che la Cina ha raggiunto il 63% della produzione globale, oltre 10 miliardi di paia di scarpe, e quindi oltre il doppio di quanto prodotto congiuntamente dai principali competitors mondiali: India (909 milioni di paia di scarpe prodotte annualmente, 5,72% della produzione totale), Brasile (816 mln), Vietnam (715), Indonesia (597), Pakistan (280) e Tailandia (255) sono gli altri principali paesi produttori. Ma al di là dei numeri ciascuno di questi paesi si è specializzato su tipologie produttive differenti: la Cina opera su più segmenti delle calzature di volume, l’India ha storicamente una specializzazione sugli intrecciati, mentre il Brasile si propone con una produzione moda a prezzi contenuti. L’Italia con 225,2 milioni (1,42% la sua quota sulla produzione mondiale in volume), ottavo paese produttore mondiale, è in realtà il quarto esportatore mondiale con 221,8 milioni di paia esportate.
Expo Riva Schuh, manifestazione che primeggia su scala mondiale per partecipazione di espositori stranieri, punta quindi ad essere rappresentativa dei diversi poli produttivi con 39 delegazioni da tutto il mondo: Cina e India avranno rispettivamente 223 e 116 espositori mentre la produzione europea sarà presentata per lo più da portoghesi e spagnoli. Continua infine la tradizionale affezione degli espositori tedeschi che sono legati storicamente a questa manifestazione nei pressi del Lago di Garda.
“L’interesse internazionale per questa manifestazione – spiega Brigitta Bancher, responsabile di Expo Riva Schuh - dimostra che momenti di incontro di questo genere possono e devono essere leve strategiche non solo per gli espositori, ma anche per il sistema italiano che deve mirare alla leadership nel connettere la domanda e l’offerta mondiale. In questo senso la nostra manifestazione, grazie alla sua storica tensione verso l’internazionalizzazione continua ad essere il momento fieristico di riferimento in Europa per la calzature di volume destinata alla grandi catene, ma anche le piccole produzioni che soddisfano i segmenti di prezzo medio e medio-basso del piccolo dettaglio o delle piccole catene.” L’internazionalità è confermata peraltro non solo dal numero di espositori ma anche dal numero di visitatori provenienti dall’estero che sono stati il 62% delle visite totali dell’anno scorso.
In termini di consumo, i dati confermano che ci stiamo sempre più spostando verso un mondo multipolare; ci sono aree mercato che sono anche forti importatrici di prodotto come gli Stati Uniti che importano 2,2 miliardi all’anno, primi importatori davanti a Giappone e Germania, e altre aree che producono solo parte della produzione che consumano. L’Europa occidentale si conferma il primo mercato, con 2,35 miliardi di calzature l’anno consumate, seguita da Usa (2,23 mld), Cina (1,94 mld) e India (880 milioni).
“Stiamo assistendo - sottolinea Brigitta Bancher - a due fenomeni che avranno grandi ripercussioni sul futuro: la produzione diventa globale mentre le manifestazioni fieristiche nazionali perdono colpi a favore delle esposizioni a vocazione internazionale. Ogni mercato di consumo avrà sempre di più i suoi momenti d’incontro, a livello continentale che saranno il riferimento per una specifica area di mercato. Con un offerta sempre più globalizzata e specializzata, solo le manifestazioni internazionali sapranno offrire un servizio che non può essere sostituito dai soli contatti virtuali consentiti oggi dalla nuove tecnologie."
"Pur in un anno - conclude Giovanni Laezza - come il 2008 che ha risentito della crisi, ci sono aree di mercato che si sono confermate come emergenti come Cina e India anche se non sono state completamente indenni alla crisi globale. Per questo, la nostra esperienza ci consente di candidare Expo Riva Schuh a offrire un supporto fieristico anche in questi nuovi paesi, emergenti oggi non solo come aeree di produzione, ma anche come mercati di consumo. È da leggere in questo senso la nostra nuova iniziativa di luglio in India che rappresenta la prima manifestazione fieristica indiana totalmente dedicata al prodotto finito e la prima che nasce già con una logica internazionale in cui si possono incontrare l’offerta mondiale e gli operatori della distribuzione del mercato indiano e asiatico.
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Del 15 gennaio 2011
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Nasce Expo Riva Schuh India
Si terrà dal 28 al 30 luglio 2011 a Nuova Delhi, in India, la prima edizione di Expo Riva Schuh India con oltre 200 espositori internazionali e indiani.
La nuova manifestazione, che metterà in
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Nasce Expo Riva Schuh India
Si terrà dal 28 al 30 luglio 2011 a Nuova Delhi, in India, la prima edizione di Expo Riva Schuh India con oltre 200 espositori internazionali e indiani.
La nuova manifestazione, che metterà in mostra calzature e accessori in pelle, si propone di affrontare un mercato dalle grande potenzialità di crescita, in un settore dove la consolidata esperienza rivana è sinonimo di successo. Expo Riva Schuh rappresenta, infatti, il più importante appuntamento per il prodotto calzaturiero di volume in Europa.
“Con più di un miliardo di abitanti - commenta il presidente di Riva del Garda Fierecongressi, Roberto Pellegrini, di cui si contano 40 milioni di persone con reddito elevato e 300 milioni appartenenti alla classe media, il mercato della calzatura indiano è stimato in 4 miliardi di dollari con una crescita annuale del 18%. Nei prossimi quattro anni è previsto un vero e proprio boom di crescita. Essere presenti fin da ora, permetterà di creare una manifestazione internazionale che rispecchi le esigenze del mercato di riferimento, trainando e consolidando le attuali potenzialità commerciali.”
La prima edizione di Expo Riva Schuh India, punta ad avere circa 200 espositori internazionali e indiani con un format innovativo. È, infatti, la prima fiera in India a proporre ai buyers nazionali ed internazionali il prodotto finito di tutte le categorie merceologiche. Non solo calzature, ma anche accessori in pelle, borse, valigie, cinture e guanti. Ci sarà poi un’area dedicata ai nuovi trend di mercato, alle nuove collezioni moda, rappresentate da alcuni brand europei.
Tutte le cifre che riguardano il settore del commercio indiano sono in crescita: il mercato al dettaglio nel 2008 è cresciuto del 12% e nel 2009 del 12,4%, la distribuzione organizzata, nel 2009, è salita del 42,3%.
“Questi dati - sottolinea Roberto Pellegrini - vanno poi inquadrati nel più vasto panorama economico che parla di una crescita del PIL del 6-8% e di una popolazione di fascia media con potere d’acquisto in aumento. La trasformazione in atto nel settore distributivo che si sta sempre più modernizzando secondo logiche più industriali, rappresenta un’ottima opportunità per tutte le aziende che offrono un prodotto con un buon contenuto moda."
"Quella che Expo Riva Schuh sta preparando - afferma Giovanni Laezza, direttore di Riva del Garda Fierecongressi - non è quindi solo una manifestazione fieristica, ma molto di più. I valori aggiunti saranno workshop e meeting business-to-business con operatori del settore e fornitori di servizi per il commercio al dettaglio per meglio comprendere le caratteristiche del mercato indiano, le sue particolarità legislative, e per conoscere i player più importanti nel mondo distributivo indiano. Sarà inoltre occasione privilegiata per conoscere il sistema distributivo indiano e potenziali partner commerciali."
“Approdare su un palcoscenico di così ampio respiro è per Expo Riva Schuh una conferma della professionalità e dell’esperienza del proprio team - conclude Giovanni Laezza, direttore di Riva del Garda Fierecongressi - nonché di un’opportunità per dimostrare l’eccellenza del prodotto fieristico italiano”.
"Il settore del commercio indiano, come messo in luce dai dati sopra citati, gode di ottima salute - sottolinea Brigitta Bancher, responsabile di Expo Riva Schuh - tanto che, ogni anno sono inaugurati 50 nuovi department store. Approdare sul mercato indiano è quindi una grande opportunità di business."
A sottolineare l'importanza che Expo Riva Schuh India riveste per il mercato indiano, l'ambasciatore indiano H.E. Debabrata Saha sarà ospite a Riva del Garda dal 16 al 18 gennaio.
Per tutta la durata della manifestazione sarà predisposto un desk Info Expo Riva Schuh India collocato nella Hall d’ingresso del quartiere fieristico per fornire maggiori informazioni sull’iniziativa
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Del 15 gennaio 2011
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Expo Riva Schuh e l'ambiente
Per la 74a edizione di Expo Riva Schuh sono state adottate, a favore dell'ambiente, una serie di procedure che hanno consentito di ridurre gli impatti correlati a tutto il "ciclo di vita"
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Expo Riva Schuh e l'ambiente
Per la 74a edizione di Expo Riva Schuh sono state adottate, a favore dell'ambiente, una serie di procedure che hanno consentito di ridurre gli impatti correlati a tutto il "ciclo di vita" dell’evento. A fronte delle azioni di miglioramento ambientale intraprese anche nei mesi precedenti la manifestazione fieristica da Riva del Garda FiereCongressi, Expo Riva Schuh ha ottenuto la certificazione Eventi Sostenibili®.
Con lo scopo di migliorare le prestazioni ambientali della manifestazione, gli organizzatori hanno realizzato un piano di mobilità sostenibile; nello specifico è stato messo a disposizione degli operatori un servizio shuttle bus per i trasferimenti giornalieri da e per gli aeroporti di Milano Linate, Milano Malpensa, Verona e Brescia, oltre a soluzioni di trasporto locale per agevolare gli spostamenti all'interno delle diverse location dell'evento fieristico e i paesi limitrofi, al fine di minimizzare l'utilizzo di mezzi privati che avrebbero inquinato l'ambiente. Inoltre, sul sito di Expo Riva Schuh è stata creata un'area "Evento Sostenibile" nella quale sono state pubblicate indicazioni per compensare le emissioni di CO2 relative al viaggio aereo presso le diverse compagnie e una lista di alberghi con possibilità di noleggio gratuito di biciclette.
In linea con la certificazione Eventi Sostenibili® il servizio ristorazione ha privilegiato l'utilizzo di prodotti del luogo quali formaggi, vini, salumi e acqua imbottigliata presso le fonti locali, chiamati a km zero in quanto non sono stati necessari grandi spostamenti per trasportare il cibo, con il risultato di un ulteriore abbattimento delle emissioni di CO2. Sono state inoltre utilizzate stoviglie lavabili e bicchieri di materiale biodegradabile ed è stato avviato un sistema di raccolta rifiuti differenziato esteso a tutte le fasi dell’evento.
Sotto il punto di vista del concept ecologico dell'allestimento, grande rilievo ha avuto il nuovo Padiglione "White Eco", realizzato con materiali naturali prodotti in Italia e conformi ai requisiti dello standard ANAB dei Materiali per la Bioedilizia. All'interno del padiglione è stata installata una sala da tè con stoviglie rigorosamente biodegradabili.
Expo Riva Schuh ha messo in atto le azioni di miglioramento in ambito di politica ambientale e del proprio sistema di fornitura ecologico intraprese da Riva del Garda FiereCongressi attraverso l'utilizzo di detersivi ecologici a marchio Ecolabel per il servizio di pulizia e l'impiego di dispositivi elettronici energeticamente efficienti a marchio Energy Star.
Sono state diffuse inoltre comunicazioni riguardanti la corretta differenziazione dei rifiuti e il risparmio idrico ed energetico a espositori, installatori, fornitori e partecipanti. Sono state create isole ecologiche e sono stati noleggiati compattatori per ridurre il volume dei rifiuti e renderne più agevole il trasporto in discarica.
La superficie in moquette è stata ridotta del 30% in quanto il materiale di cui è composta ha un ciclo di vita ad elevato impatto ambientale. Infine, sempre nell'ottica della salvaguardia dell'ambiente, per tutti i materiali promozionali cartacei è stata utilizzata carta certificata FSC, marchio che garantisce la gestione sostenibile delle foreste.
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Del 8 luglio 2010
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Il nuovo quartiere fieristico di Riva del Garda
Un trampolino dal Garda verso l’Europa e il Mondo. Niente più “tetto di nuvole” ma una struttura dinamica “con illuminazione naturale e un´attraente vista panoramica sul Garda” capace di valorizzare,
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Il nuovo quartiere fieristico di Riva del Garda
Un trampolino dal Garda verso l’Europa e il Mondo. Niente più “tetto di nuvole” ma una struttura dinamica “con illuminazione naturale e un´attraente vista panoramica sul Garda” capace di valorizzare, anche dal punto di vista estetico, la vocazione turistica di Riva del Garda e il patrimonio ambientale in cui si trova collocata.
Si presenta così il nuovo Quartiere fieristico di Riva del Garda il cui progetto è stato illustrato oggi in occasione della 74/a edizione di Expo Riva Schuh. L’inaugurazione della più importante fiera al mondo di calzature, ospitata due volte all’anno – in versione estiva ed invernale – proprio a Riva del Garda, è servita a Paolo Nicoletti, amministratore unico di Garda Trentino Fiere, la società immobiliare della Provincia autonoma di Trento, a fornire i dettagli della progettazione dell’opera e a fissare i tempi per la sua realizzazione. La volontà è di giungere all’inaugurazione per il giugno 2013 per l’80/a Expo Riva Schuh.
Il progetto realizzato dalla COOP HIMMELB(L)AU di Vienna è stato illustrato alla presenza dell’assessore al Turismo della Provincia autonoma di Trento Tiziano Mellarini, del sindaco di Riva del Garda Adalberto Mosaner, dei vertici di Riva del Garda Fierecongressi, il presidente Roberto Pellegrini e il direttore generale Giovanni Laezza e degli esponenti politico-imprenditoriali del Garda Trentino.
Il lavoro prevede l´inserimento nell’attuale struttura della Baltera di due nuovi edifici: il primo ospita un nuovo padiglione fieristico e una sala multifunzionale per tremila persone, connessi tra di loro da una lobby-foyer, ed è posto a sud dell’attuale struttura; il secondo edificio è rappresentato da un palazzetto dello sport è posto a nord dell’attuale quartiere fieristico ed è racchiuso da un parcheggio di due piani.
I due nuovi interventi – ha chiarito Andrea Graser, progettista partner dello studio di architettura che sta progettando, tra l’altro, anche la nuova sede della Banca Europea a Francoforte - si fonderanno perfettamente con gli attuali padiglioni grazie ad una zona centrale multifunzione. E’ sono proprio “la polifunzionalità e la sobrietà – ha chiarito Nicoletti -, il tratto identificativo del nuovo padiglione fieristico della Baltera. Per questo si è puntato su di un progetto di qualità, funzionale ed efficiente, in linea che le richieste ed aspettative dell’ente gestore (Riva del Garda Fierecongressi Spa – ndr), capace di proiettare Riva del Garda all’avanguardia in Italia sia dal punto di vista architettonico, sia funzionale, sia gestionale”.
La nuova struttura trasformerà tutta quest´area in una nuova realtà dedicata alle manifestazioni e agli eventi. L’intento è quello di creare un luogo emblematico per la città di Riva del Garda, per il Trentino e - come hanno ricordato Nicoletti e l’assessore provinciale al Turismo Tiziano Mellarini - per l’intero sistema Garda. Un ideale trampolino capace di proiettare Riva, il Trentino e il Garda nel mondo.
Nella sala multifunzionale potrà ospitare concerti pop e rock, sfilate di moda, eventi commerciali e fieristici per circa 3000 persone. La sala offrirà diverse possibilità di fruizione grazie ad un arredo flessibile e un palco mobile. Le gallerie potranno ospitare 700 posti a sedere fissi. La sala polifunzionale potrà essere usata indipendentemente dalla fiera. Saranno quindi possibili eventi paralleli. Gli spettatori raggiungeranno la sala direttamente dal livello dell´ingresso attraverso una grande scala, o dal foyer posto più in alto rispetto al livello del terreno.
Il nuovo padiglione della fiera sarà collegato con quelli preesistenti da un ponte, che permette la continuità del percorso espositivo. Poiché ogni piano della fiera è direttamente collegato con il foyer, e quindi fruibile indipendentemente dagli altri, il nuovo edificio offrirà la massima flessibilità di gestione. L´ultimo piano della fiera si differenzia sia dal punto di vista funzionale sia formale dagli altri tre livelli. Qui non soltanto si è ridotto il numero di pilastri, ma aperture sia nel solaio di copertura che sulla facciata permetteranno un´illuminazione naturale e offriranno al visitatore un´attraente vista panoramica.
Il volume del palazzetto dello sport è inserito in un parcheggio di due piani. Lungo la nuova circonvallazione, la struttura del parcheggio si apre, rendendo così visibile l´intero volume del palazzetto. Qui l´involucro dell´edificio muta in una forma cristallina, la cui trasparenza dona all´edificio un´identità inconfondibile. Dopo la prima fase costruttiva offrirà una capacità ricettiva di 1.500 posti, con la potenzialità di essere ampliato, in futuro, fino a 2.500 posti. Oltre alla pallacanestro, si potranno svolgere gare di pallavolo e calcio a cinque.
Dal punto di vista dei tempi si è prevista la consegna del progetto esecutivo per la primavera 2011 per poter giungere entro giugno 2011 all’appalto dei lavori e poter inaugurare la nuova struttura entro giugno 2013. Dal punto di vista dei costi l’impegno per Garda Trentino Fiere è di 26,3 milioni di euro per la realizzazione della nuova struttura fieristica e di 7,4 milioni di euro per il palazzetto dello sport.
Entro l’estate dovrebbero poi completarsi gli adempimenti burocratici legati al passaggio di proprietà del palazzo dei Congressi dal Comune di Riva del Garda alla Provincia autonoma a cui seguirà il via del progetto esecutivo della nuova struttura capace di cambiare il volto anche al centro città. L’investimento è di circa 40 milioni di euro.
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Del 12 giugno 2010
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Nella calzatura tornano le "mezze stagioni"
“Non c’è più la mezza stagione” non sembra essere un’affermazione che si applica al sistema calzaturiero e ai modelli di produzione utilizzati dalle aziende del settore.
In effetti, una ricerca dal
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Nella calzatura tornano le "mezze stagioni"
“Non c’è più la mezza stagione” non sembra essere un’affermazione che si applica al sistema calzaturiero e ai modelli di produzione utilizzati dalle aziende del settore.
In effetti, una ricerca dal titolo “LE CALZATURE A DOPPIA VELOCITÀ. IL SETTORE CALZATURIERO E I QUICK PRODUCERS” realizzata dall’Area Studi Diomedea per Expo Riva Schuh mette in evidenza una tendenza che da qualche anno sembra farsi strada nel settore calzaturiero: le collezioni non sono più presentate e consegnate nelle tempistiche usuali delle due stagioni Primavera/Estate e Autunno/Inverno, ma sempre di più aumenta la quota di produzione “fuori stagione”. Collezioni veloci adatte per gli ultimi acquisti di stagione oppure, al contrario, collezioni presentate molto in anticipo per permettere alla grande distribuzione un maggior numero di mesi di programmazione.
L’esito? Le aziende progettano e producono sempre più a ciclo continuo e con sovrapposizioni continue tra collezioni estive e quelle invernali.
La ricerca ha preso in considerazione, con questionari quantitativi e interviste qualitative, complessivamente circa 200 produttori italiani e stranieri, espositori della manifestazione fieristica di Riva del Garda, e oltre 800 visitatori (a cui si aggiungono le informazioni di tutti gli accreditati on line per oltre 7.000 risposte) tra dettaglio, piccole catene, grandi catene e grande distribuzione.
Escludendo i riassortimenti, la ricerca ha messo in luce che il 25% delle calzature è venduto sulla base dei modelli “fuori stagione”, ovvero quelli sviluppati al di fuori delle due collezioni stagionali principali. Tenendo in considerazione la fascia di prezzo media e medio-bassa a cui si rivolge la manifestazione rivana, si stima che tale percentuale rappresenti circa 600 milioni di euro (prezzi retail di sellout) e 33,6 milioni di paia vendute sul mercato italiano. Si tratta di una quota di consumo interno di circa l’8% del totale, se misurato in valore, e del 17% se misurato in numero di paia.
“Anche nel settore calzaturiero si sta affermando una logica simile a quella del fast fashion dell’abbigliamento – spiega Enrico Cietta, responsabile dell’Area Studi Diomedea e coordinatore dalla ricerca. Si tratta della quick production, ovvero di una strategia che utilizza tempistiche creative ritardate, poiché si presentano minicollezioni più tardi, e tempistiche produttive accelerate, poiché si produce dai 30 fino al massimo 60 giorni. La combinazione di questi due processi consente al produttore di correggere la propria collezione e al distributore di integrare i propri acquisti con le ultime tendenze del mercato.”
Anche nelle calzature quindi il modello del fast fashion messo in atto nel settore abbigliamento sembra farsi strada e modificare quelle che sono le tempistiche tradizionali, non solo nelle presentazioni delle collezioni, ma anche negli acquisti dei buyer.
“Il modello del fast fashion applicato nell’abbigliamento, sia da catene internazionali come Zara e H&M che da piccole aziende italiane come Patrizia Pepe, Pinko, Liu Jo solo per citarne alcune, sta interessando anche il settore delle calzature – spiega ancora Enrico Cietta. Ci sono però due importanti differenze: innanzitutto occorre tener conto della complessità della costruzione della scarpa che non permette tempi produttivi particolarmente accelerati se non a particolari condizioni. In secondo luogo, la quick production non è un modello che riguarda specifiche realtà aziendali; nella calzatura non ci sono produttori specializzati, ma aziende che integrano e modulano le due tipologie produttive: quella del programmato con tempistiche lunghe e quella più flessibile con tempistiche accelerate. Proprio per le specificità produttive della calzatura si tratta di una strategia trasversale a diverse realtà aziendali, piuttosto che, come nell’abbigliamento, un modello di business adottato da alcune specifiche aziende.”
Attraverso questa strategia le aziende tendono ad andare incontro sempre di più alle richieste del mercato e dei buyer: il crescente numero di modelli presenti nelle collezioni e la scomparsa di veri e propri trend stagionali finiscono per far crescere l’incertezza e quindi la paura di sbagliare.
“I buyer di Expo Riva Schuh hanno da sempre frequentato la nostra manifestazione perché è la prima della stagione, a gennaio per l’A/I successivo e a giugno per la P/E successiva – afferma Brigitta Bancher, responsabile di Expo Riva Schuh. E’ l’occasione per visionare in anteprima la collezione, fare i primi ordini oppure fare delle campionature per poi acquistare in un momento successivo. Oggi però sempre di più i compratori cercano anche la stagione che avevano visto l’edizione precedente della manifestazione: a giugno comprano ancora l’autunno/inverno, che è già in consegna, e a gennaio la primavera/estate. Questi acquisti ritardati riguardano, dalle nostre indagini, circa il 35% dei visitatori della nostra manifestazione.”
“Come tutte le manifestazioni – commenta Giovanni Laezza, direttore di Riva del Garda Fierecongressi - Expo Riva Schuh è un organismo vivo e vediamo in anticipo alcuni fenomeni: abbiamo constatato da un po’ di tempo che cresceva la quota di visitatori appartenenti al dettaglio indipendente o alle piccole e piccolissime catene. Una presenza che non sembrava in linea con il target della manifestazione, che si rivolge prevalentemente all’offerta per grandi volumi. In realtà, una buona parte di questi visitatori è in cerca di quick production per ultimare i propri acquisti di stagione. Tra il dettaglio, circa il 46% è interessato alla quick production.”
Il progressivo spostamento verso tempistiche ritardate di presentazione di parte della collezione è confermata sia dagli espositori che dai visitatori della manifestazione. Tra i circa 200 espositori “quick producer” l’80% ritiene che sia in aumento la tendenza ad acquisti ritardati. Su un campione significativo di visitatori si ottiene lo stesso tipo di risultato: il 77% ritiene che negli ultimi 5 anni questa modalità di acquisto è aumentata, ma l’88% ritiene che vi sarà una crescita nei prossimi 5 anni. Significa che questo fenomeno nella calzatura è appena iniziato e non ha ancora raggiunto il suo massimo, ma è una tendenza che si confermerà anche nei prossimi anni.
La paura di sbagliare è solo parte della spiegazione dell’affermazione della quick production perché alcuni produttori hanno trovato proprio in questa modalità uno strumento per “allungare” la vita del prodotto.
“Come nell’abbigliamento, ma molto più che nell’abbigliamento – prosegue Brigitta Bancher - chi propone più mini-collezioni nella stagione non lo fa mai ripartendo da zero. Nella calzatura, in particolare, occorre tener conto dei vincoli di produzioni molto più stringenti: dalla materia prima agli accessori, dalle suole ai tacchi, gli stessi componenti sono un vincolo al rinnovamento dei modelli”.
“Per questa ragione - conclude Giovanni Laezza - si parte dal presupposto che non tutto deve essere rifatto: la quick production è, anzi, un modo per allungare la vita di un investimento creativo perché, se è vero che il design viene rivisto più volte, ciò che viene proposto nella coda della stagione viene poi ripreso nella corrispettiva stagione successiva. I modelli che appartengono alla minicollezione finale dell’estivo 2010, infatti, potranno essere ripresentati anche nella collezione principale della P/E 2011.”
Insomma, la quick production, che comunque richiede ai produttori uno sforzo creativo e produttivo addizionale, è però anche un modo per ottimizzare i costi e ripartire il rischio tra le diverse collezioni all’interno di una stagione di vendita.
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Del 11 giugno 2010
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