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Accesso agli atti: deve sussistere un interesse giuridicamente rilevante in capo al richiedente

di Chiarenza Millemaggi

Consiglio di Stato, sez. V, dec. n. 1772 del 24 marzo 2011

 

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Accesso ai documenti - Enti locali - Modalità di esercizio - Artt. 22 e segg. L. n. 241 del 1990 - Si applicano - Ragioni.

L’articolo 10 del Dlgs 18 agosto 2000, n. 267 (e prima di esso l’articolo 7 della legge 8 giugno 1990, n. 142) contiene una deroga all’articolo 24 della legge 7 agosto 1990, n. 241, ma non alle  disposizioni di cui al successivo articolo 25; pertanto, per quanto riguarda i requisiti di accoglimento della domanda di accesso ad atti delle amministrazioni locali non sussiste alcuna ragione per discostarsi da quelli contenuti nella  disciplina generale di cui agli articoli 22 e seguenti della legge 7 agosto 1990, n. 241, che richiedono la  motivazione dell’istanza con riguardo alla sussistenza di un interesse diretto, concreto e attuale, corrispondente a una situazione giuridicamente tutelata e collegata al documento al quale è chiesto l’accesso.

 

 

Accesso ai documenti - Enti locali - Potere regolamentare - Natura e funzione.

Il potere riconosciuto all’amministrazione locale, ai sensi dell’articolo 7, comma 3, della legge 8 giugno 1990, n. 142, e del successivo articolo 10, comma 2, del Dlgs18 agosto 2000, n. 267, di disciplinare in  concreto il diritto di accesso ai propri atti, non si configura come potere normativo libero e autonomo, derogatorio  dei principi generali in materia, bensì si colloca armonicamente come strumentale all’applicazione dei principi  fondamentali della materia (nel rispetto, quindi, del fondamentale rispetto del principio di legalità cui è subordinato l’esercizio del potere regolamentare), essendo espressamente diretto ad assicurare ai cittadini, singoli e  associati, il diritto di accesso ai documenti attraverso la disciplina del rilascio delle copie di atti previo  pagamento dei soli costi; individuando, anche attraverso norme di organizzazione, gli uffici e i servizi e i  responsabili del procedimento; dettando le norme per assicurare ai cittadini l’informazione sugli atti, procedure e  provvedimenti che li riguardano e in generale l’accesso alle informazioni in possesso dell’informazione.

 

 

Accesso ai documenti - Modalità di esercizio - Presupposto legittimante - Interesse all’accesso - Nozione.

La nozione di interesse all’accesso ai documenti amministrativi è diversa e più ampia di quella dell’interesse all’impugnativa, non presupponendo necessariamente una posizione soggettiva qualificabile come  diritto soggettivo o interesse legittimo, in quanto la legittimazione all’accesso può essere riconosciuta a chi  possa dimostrare che gli atti - anche procedimentali - richiesti abbiano spiegato o siano idonei a spiegare effetti  diretti o indiretti nei suoi confronti, indipendentemente dalla lesione di una posizione giuridica, stante l’autonomia  del diritto di accesso, inteso come interesse a un bene della vita distinto rispetto a quello relativo alla  situazione legittimante eventualmente l’impugnativa dell’atto.

 

 

Il Consiglio di Stato, con la sentenza annotata - che affronta principalmente il tema delle modalità di accesso agli atti di un comune da parte di un suo cittadino residente - conferma Tar Puglia, sezione interna II della sezione staccata di Lecce n. 1020 del 27 aprile 2010, aderendo alle tesi del giudice di primo grado, che traggono, del resto, conforto da conforme e prevalente giurisprudenza amministrativa (specificamente dalla medesima sezione V del Consiglio di Stato) espressamente richiamata nella sentenza appellata, ripercorrendone le indicazioni argomentative con ulteriori ragionamenti atti a rafforzarne, sul piano esegetico, domanda di tutela nasce dall’invito, rivolto dal Responsabile di settore di un comune pugliese, al cittadino residente - che aveva chiesto di accedere agli atti relativi a una deliberazione di giunta che aveva ammesso ad anticipazione una parte delle somme dovute all’affidatario del servizio rifiuti solidi urbani (Rr.ss.uu.) - di chiarire la propria posizione legittimante, precisando il proprio interesse diretto, concreto e attuale a ottenere copia degli atti indicati nell’istanza di accesso.
Il richiedente, che ha ritenuto l’invito in contrasto con l’art. 10 del Dlgs n. 267/2000, in relazione agli artt. 22 e segg. della L. n. 241 del 1990 e con l’art. 2 del Regolamento comunale in materia di accesso agli atti del comune, in riferimento agli artt. 1 e 19 del medesimo regolamento, ha mosso, dapprima, le proprie rimostranze allo stesso Responsabile, e, successivamente, avendo ricevuto, in tutta risposta, la reiterazione dell’invito a specificare la posizione legittimante, piuttosto che fornire gli elementi giustificativi richiesti, ha proposto il ricorso di cui all’art. 25, co. 4, della legge n. 241 del 1990 [1], sollevando, davanti al Tar Puglia adito, la questione della specialità delle norme contenute nell’art. 10 del Dlgs n. 267/2000 e nel regolamento comunale, rispetto alla disciplina generale dell’accesso contenuta nella legga n. 241 citata.
Il giudice di primo grado ha negato che la specialità della norma che richiede nelle linee generali la pubblicità degli atti dei comuni e delle province abbia una qualche incidenza sulla configurazione del diritto di accesso e sulle modalità del suo esercizio, altresì escludendo che, da parte loro, le norme del regolamento del comune coinvolto nella vicenda abbiano attribuito, autonomamente, ai cittadini residenti, un qualche aggio, in tema di accesso agli atti soggetti a pubblicità, esonerandoli dall’onere di rendere conto della specifica posizione legittimante.
Il Consiglio di Stato, respingendo, con la sentenza annotata, l’appello, ha confermato le conclusioni del giudice di primo grado, chiarendo anche quale sia lo spatium deliberandi dei comuni (e delle province) e la funzione assegnata agli enti locali con il conferimento del potere regolamentare in tema di accesso agli atti dell’amministrazione [2].

 

 

La questione di fondo

L’esposizione che precede indica già quale sia l’aspetto centrale della questione affrontata dal giudice di appello, con la sentenza annotata. A sottolinearne l’evidenza, è lo stesso giudice di appello, il quale enuncia, nelle prime battute della motivazione che “la questione controversa sottoposta all’esame della sezione consiste nello stabilire se l’accesso agli atti di un’amministrazione locale, tanto più quanto esso sia specialmente regolato da un apposito regolamento, possa prescindere o meno dalle, ovvero possa derogare alle, condizioni generali per l’esercizio dell’accesso fissate dall’articolo 25 della legge 7 agosto 1990, n. 241.
La sentenza prosegue mettendo immediatamente a fuoco la tesi (del resto conforme alla linea seguita dal giudice di primo grado) che la disposizione contenuta nel primo comma dell’articolo 10 del Dlgs. 18 agosto 2000, n. 267, nel sancire il principio della pubblicità degli atti delle amministrazioni locali, non implica una configurazione del diritto di accesso diversa da quella desumibile dall’articolo 25 della legge 7 agosto 1990, n. 241, né ha introdotto modalità differenziate e speciali di esercizio di tale diritto, da parte dei cittadini residenti, per gli atti delle amministrazioni locali.
La conclusione viene fatta derivare dallo stesso testo dell’art. 10 del Dlgs sugli enti locali dalla cui corretta lettura deriverebbe che le disposizioni ivi contenute sarebbero eccezionali e derogatorie soltanto (e per limitati profili) rispetto alle disposizioni contenute nell’art. 24 della legge n. 241 del 1990, senza intaccare né le modalità di esercizio del diritto di accesso fissate nell’art. 25 della stessa legge, né la configurazione del diritto medesimo, come desumibile dal complesso delle disposizioni contenute nel complesso normativo costituito dagli articoli dal 22 al 25 della legge citata, i quali fissano principi inderogabili e, fra questi, il principio che l’accesso agli atti delle amministrazioni pubbliche richiede sempre un presupposto legittimante, che deve essere fatto risiedere nell’interesse dell’istante all’esercizio dell’accesso, a tutela di una posizione giuridicamente rilevante, la cui titolarità è onere del richiedente medesimo di enunciare e dimostrare.
Il giudice di appello evidenzia come nel medesimo senso si sia già pronunciato il Consiglio di Stato, in numerosi precedenti consimili, anche della medesima sezione [3] e sul punto la sentenza impugnata non ritiene di dover ritornare con ulteriori approfondimenti di differenti tesi [4], anche se avverte poi l’esigenza di precisare che “la nozione di tale interesse è diversa e più ampia di quella dell’interesse all’impugnativa, non presupponendo necessariamente una posizione soggettiva qualificabile come diritto soggettivo o interesse legittimo (con la conseguenza che la legittimazione all’accesso può essere riconosciuta a chi possa dimostrare che gli atti - anche procedimentali - richiesti abbiano spiegato o siano idonei a spiegare effetti diretti o indiretti nei suoi confronti, indipendentemente dalla lesione di una posizione giuridica, stante l’autonomia del diritto di accesso, inteso come interesse a un bene della vita distinto rispetto a quello relativo alla situazione legittimante eventualmente l’impugnativa dell’atto)” [5].
A conclusioni differenti non potrebbe condurre l’esame del comma 2 del citato art. 10, del Dlgs. 18 agosto 2000, n. 267 (e, ancor prima dall’articolo 7, comma 3, della legge 8 giugno 1990, n. 142), nel quale l’appellante rinviene, invece, l’attribuzione di un particolare potere degli enti locali, di disciplinare il diritto di accesso dei propri cittadini residenti in deroga alle norme comuni, poiché, come è specificato nella decisione annotata, il potere di disciplinare in concreto il diritto di accesso ai propri atti, “non si configura affatto come potere normativo libero e autonomo, derogatorio dei principi generali in materia, bensì si colloca armonicamente proprio come strumentale all’applicazione dei principi fondamentali della materia (nel rispetto, quindi, del fondamentale rispetto del principio di legalità cui è subordinato l’esercizio del potere regolamentare), essendo diretto, come puntualmente stabilito dalle disposizioni legislative ricordate, ad assicurare ai cittadini, singoli e associati, il diritto di accesso ai documenti attraverso la disciplina del rilascio delle copie di atti previo pagamento dei soli costi; individuando, anche attraverso norme di organizzazione, gli uffici e i servizi e i responsabili del procedimento; dettando le norme per assicurare ai cittadini l’informazione sugli atti, procedure e provvedimenti che li riguardano e in generale l’accesso alle informazioni in possesso dell’amministrazione”.
In questa ottica, sarebbero da interpretare le norme di un regolamento comunale che (come quello di cui, erroneneamente, l’appellante denuncia la violazione), espressamente dichiara di volere dare concreta applicazione a quanto prescritto dalla norma che ha conferito il potere (ovvero il più volte citato art. 10 Dlgs n. 142 del 1990). Nel caso in esame sarebbe solenne e inequivocabile l’affermazione dell’articolo 2, comma 1, del testo regolamentare, secondo cui il diritto di accesso dei cittadini agli atti amministrativi è assicurato in conformità di quanto disposto dall’articolo 7 della legge 8 giugno 1990, n. 142 (ora articolo 10 del Dlgs 18 agosto 2000, n. 267).
Pertanto, il riferimento ai “cittadini residenti” (art. 2, comma 2, sub lett. a) non potrebbe avere altro significato che quello di individuare, sulla base della loro caratterizzazione (in relazione all’ente che ha emanato il regolamento), i destinatari delle disposizioni regolamentari e non invece (come preteso dall’appellante) di volere enucleare una particolare categoria di titolari, diversa dai cittadini non residenti, legittimati all’accesso sulla sola base della loro condizione. Una differente interpretazione porrebbe la norma regolamentare in palese contrasto con il principio di uguaglianza dei cittadini ed evidenzierebbe l’irragionevolezza della determinazione comunale di consentire, proprio con il regolamento di sua provenienza, un potere di controllo, generico e generalizzato, che, lungi dal costituire un mezzo di partecipazione responsabile dei cittadini in ossequio ai principi di trasparenza, imparzialità e buona amministrazione, determinerebbe un ingiustificato appesantimento e rallentamento della stessa attività amministrativa.
Completano il quadro degli argomenti che il Consiglio adduce a sostegno delle tesi sopra enunciate, la notazione che la pubblicazione all’albo pretorio delle delibere comunali non è direttamente finalizzata alle esigenze di trasparenza e di partecipazione al procedimento, cui si ispira la normativa in materia di accesso, ma riguarderebbe, piuttosto, la fase di perfezionamento dell’efficacia dell’atto e la considerazione ulteriore che la generalità degli atti deliberativi degli enti locali devono essere pubblicati nell’albo pretorio, cosicché, se a tali atti tutti i cittadini residenti potessero avere accesso - rilevandone copia - senza dovere dimostrare la posizione legittimante, la normativa in materia di accesso (compresa quella regolamentare di competenza degli stessi enti) si porrebbe, per le amministrazioni locali, come meramente residuale in quanto sarebbe, di per sé, limitata a quei soli (pochi) atti che, per legge o per disposizione regolamentare, non siano oggetto di affissione all’albo pretorio.

 

 

Approfondimenti

La sentenza annotata si muove, dunque, sui binari di un orientamento giurisprudenziale consolidato, nel senso che, anche in tema di accesso agli atti e alle informazioni degli enti locali dei soggetti interessati (come definiti dagli artt. 22 e segg. della legge sul procedimento), ancorché cittadini residenti, debbano sussistere i requisiti di legittimazione all’accesso prescritti dalla legge generale sul procedimento [6]. Le conclusioni ivi contenute sono in larga misura da condividere, ma richiedono talune precisazioni. Non è senza ragione, l’ampio dibattito apertosi, in passato, sul problema dell’accesso agli atti degli enti locali nel dubbio che si dovessero seguire le disposizioni introdotte dalle specifiche norme, derogatorie, per taluni, integrative, per altri, di quelle poste dalla legge generale sul procedimento amministrativo.
Non può infatti non ricordarsi che - prima ancora che vedesse la luce la legge generale sul procedimento amministrativo, rispondendo alle sollecitazioni della comunità europea - l’art. 25 della legge n. 816/1985 (abrogata soltanto dall’art. 274 del Dlgs n. 267/2000) riconosceva il diritto di tutti i cittadini di prendere visione dei provvedimenti emessi da province e comuni, e da taluni enti territoriali, quali le comunità montane e le unità sanitarie locali, attribuendo agli enti medesimi il potere di disciplinare con apposito regolamento - il relativo diritto.
La successiva legge 8 giugno 1990 n. 142, pubblicata appena due mesi prima della legge 8 agosto 1990, n. attribuito, con l’art. ciascun elettore il potere di far valere in giudizio le azioni e i ricorsi spettanti al comune (azione popolare), disponendo, poi, al comma 3, la pubblicità di tutti gli atti deliberativi e stabilendo altresì, al comma 4, che il regolamento assicura “ai cittadini, singoli e associati”, il diritto di accesso agli atti amministrativi, disciplinando il rilascio di copie di atti previo pagamento dei soli costi; individuando, con norme di organizzazione degli uffici e dei servizi, i responsabili dei procedimenti; dettando le norme necessarie per assicurare ai cittadini “l’informazione sullo stato degli atti e delle procedure e sull'ordine di esame di domande, progetti e provvedimenti che comunque li riguardino” nonché di accedere, in generale, “alle informazioni di cui è in possesso l’amministrazione”.
Le formule adoperate dalla legge n. 142, messe a confronto con quella originaria dell’art. 22 della legge sul procedimento - che riconosceva il diritto di accesso a chiunque vi avesse “interesse, per la tutela di situazioni giuridicamente rilevanti” - giustificavano l’interrogativo se, pur essendo comune l’intento dei due complessi normativi, il legislatore nazionale non avesse voluto differenziare la posizioni del cittadino, in quanto titolare di una posizione di stato rispetto all’intera compagine nazionale, da quella del cittadino appartenente a una specifica comunità locale (il “cittadino residente”), con posizione legittimante differenziata e del tutto particolare rispetto agli atti dell’ente locale di appartenenza. Invero, la legge generale ammetteva soltanto l’accesso ai documenti amministrativi intendendo per tali “ogni rappresentazione grafica, fotocinematografica, elettromagnetica o di qualunque altra specie del contenuto di atti, anche interni, formati dalle pubbliche amministrazioni o, comunque, utilizzati ai fini dell'attività amministrativa”, mentre l’art. 7 della legge n. 142/90 espressamente si volgeva a garantire anche l’accesso alle mere informazioni, non soltanto a quelle che “comunque” riguardassero specificamente i cittadini richiedenti, ma, in linea generale, a tutte le informazioni delle quali fosse in possesso l’amministrazione. In tale contesto normativo, la stretta connessione esistente a livello di enti locali, tra gli interessi individuali e la tutela generale degli interessi pubblici, sembrava potesse giustificare, anche l’idea che fossero peculiari le modalità di esercizio dell’accesso.
Con le modificazioni intervenute nella disciplina generale sull’accesso, la linea interpretativa trova uno sbocco preferenziale verso il convincimento della generalizzata esigenza che, in ogni caso, si richieda sempre la giustificazione della pretesa con riguardo alla posizione legittimante, ovvero a un interesse giuridicamente rilevante, del soggetto che faccia richiesta di acceso, indipendentemente dall’amministrazione alla quale è rivolta l’istanza e dal possesso dalla condizione personale di residente.
La nuova formulazione dell’art. 22 dà conto, di per sé, della svolta esegetica, là dove attribuisce la titolarità del diritto di accesso, non più a “chiunque” vi abbia interesse, bensì soltanto ai “soggetti privati” (compresi quelli portatori di interessi pubblici o diffusi) i quali “abbiano un interesse diretto, concreto e attuale, corrispondente a una situazione giuridicamente tutelata e collegata al documento al quale è chiesto l’accesso”. Con ciò si restringe, infatti, con portata generale, la nozione di interesse all’accesso e, al contrario, si sottolinea la divaricazione fra l’obiettivo di trasparenza che è alla base della pubblicità degli atti e la posizione soggettiva che giustifica l’ostensione, a richiesta, del documento oltre che, per i cittadini residenti (e soltanto per loro), delle informazioni anche non portate in documenti.

 

 

Conclusioni

È, a questo punto, chiaro che soltanto le innovazioni più recenti della legge generale sul procedimento amministrativo, in materia di accesso, giustificano l’affermazione di un netto distacco fra specialità della norma che afferisce alla pubblicità degli atti, e disciplina delle modalità di esercizio dell’accesso, dando la possibilità di affermare, senza più discussione sul punto, che queste ultime operano, senza eccezioni, anche in tema di accesso agli atti di comuni e province, indipendentemente dalla persistente maggiore ampiezza dell’oggetto (non soltanto accesso agli atti ma anche alle mere informazioni non tradotte in documenti, che la legge generale sul procedimento, invece, esclude espressamente dalla possibilità di accesso).
Resta aperto, tuttavia, il problema se le fonti normative locali (o le fonti regionali) possano o meno ampliare le possibilità di accesso del cittadino residente sul territorio dell’ente locale.
Sul punto, le affermazioni della sentenza annotata appaiono assiomatiche, tanto più considerando che il conferimento del potere regolamentare, in materia, precede la stessa legge generale sul procedimento amministrativo (la ricordata legge del 1985).
Probabilmente, sarebbe stato opportuno chiarire come, rispetto alla norma che ha originariamente attribuito il potere, sia intervenuta - a condurre sui binari della mera strumentalità i poteri regolamentari degli enti locali - il comma 2 dell’art. 22 della legge n. 241 del 1990, che attribuisce alla normativa sull’accesso, fissata dalle norme generali, la natura di “principio generale dell’attività amministrativa”, così da non consentire deroghe ed eccezioni per effetto di normativa speciale e, tanto meno, di norme regolamentari.
A qualche perplessità induce anche la notazione contenuta nella sentenza impugnata secondo cui la pubblicità degli atti degli enti locale, prescritta nell’art. 10 del testo unico per gli enti locali, “non attiene alla fase di perfezionamento dell’efficacia dell’atto e non è direttamente finalizzata alle esigenze di trasparenza e di partecipazione al procedimento”, in quanto parrebbe, invece, che, sia la pubblicità, sia l’accesso, costituiscano strumenti, sia pure differenti, rivolti ad attuare, nell’ordinamento, quelle esigenze di trasparenza e partecipazione che da tempo la comunità europea aveva sollecitato e alle quali l’originaria legge del 1985 (da cui deriva, poi, la disposizione di cui alla legge del 1990, prima, e quella del testo unico successivamente) ha dato, alfine, una prima attuazione.

 

 

[1] Sembra utile ricordare che al tempo della proposizione del ricorso, il comma 4 dell’art.

 25 citato era già stato formulato nel testo attualmente vigente, per effetto delle modificazioni apportate al testo originario, prima dall’art. . 24 novembre 2000, n. 340 e dall’art. . 11 febbraio 2005, n. 15, con la decorrenza indicata nel comma 3 dell’art. 23 della stessa legge, e poi modificato, dalla lettera b) del comma 1 dell’art. . 18 giugno 2009, n. 69. La lettera c) del comma 2 dell’art. 3 dell’allegato 4 al Dlgs 2 luglio 2010, n. , invece, modificato il comma 5 del medesimo art. 25, affidando al nuovo codice del processo amministrativo la disciplina delle controversie relative all’accesso, a decorrere dal 16 settembre 2010.

[2] Cfr. art. 10, comma 2, Dlgs 8 agosto 2000, n. 267, il cui testo corrisponde a quello

 dell’art .7, comma 4, dell’abrogata L. 8 giugno 1990, n. 142

[3] Cons. Stato., sez. V, 29 novembre 2004, n. 7773; 20 ottobre 2004, n. 6879; 18 marzo 2004,

 n.1412. Ma si veda anche, nello stesso senso, Tar Campania Salerno, sez. II, 9 dicembre 2005, n. 2801, citata da Tar nella sentenza di primo grado.

[4] Lo stesso Tar Lecce, nella sentenza impugnata, pur dandone conto, non ritiene neppure di

 dovere approfondire criticamente la tesi contraria, che enfatizzando la valenza politica dell’accesso nell’ambito dell’ordinamento delle autonomie locali, propugna lo scostamento delle modalità di accesso agli atti degli enti locali dalla disciplina generale

[5] Cons. Stato, sez. IV, 30 novembre 2009, n. 7486; 26 novembre 2009, n. 7431; 3 agosto 2010,

 n. 5173; sez. V, 25 maggio 2010, n. 3309.

[6] Si veda, anche, Cons. Stato. Sez. V 8 settembre 2003, n.5034

 

 

IN SINTESI

 

Consiglio di Stato, sez. v, dec. n. 1772 del 24 marzo 2011

 

 

Il fatto

Un cittadino residente nel comune di Specchia ebbe a richiedere l’accesso, con estrazione di copia, alla deliberazione della Giunta comunale (già pubblicata all’Albo pretorio del comune medesimo) con cui l’amministrazione comunale aveva autorizzato l’anticipazione, in favore della Ditta affidataria del servizio di raccolta dei rifiuti solidi urbani (RR.SS.UU.), di una certa somma, da computarsi sull’importo complessivamente pattuito con il relativo contratto, per consentire alla ditta in questione di fare fronte alle prime necessità relative al servizio e, con essa, degli atti ivi richiamati.
Con successiva istanza, il medesimo interessato chiese il rilascio di copia di una precedente deliberazione consiliare relativa all’affidamento in questione. Il responsabile dell’apposito settore dell’amministrazione comunale, con distinte note, invitava il richiedente a specificare l’interesse diretto, concreto, attuale e non emulativo, a ottenere copia degli atti indicati.
L’interessato ha, quindi, proposto ricorso alla competente Sezione staccata di Lecce del Tar Puglia, contro il comune e nei confronti della società affidataria del servizio di raccolta dei rifiuti solidi urbani, quale controinteressata, per ottenere la declaratorie del diritto di accesso ai documenti sopra indicati, nonché l’annullamento delle note del responsabile, e di ogni altro documento comunque connesso, presupposto e consequenziale.
Il ricorso - affidato a censure di violazione dell’art. 10 del Dlgs n. 267/2000, in relazione agli artt. 22 e segg. della L. n. 241 del 1990 (I motivo), nonché dell’art. 2 del Regolamento comunale in materia di accesso agli atti del comune, in riferimento agli artt. 1 e 19 del medesimo regolamento (II motivo), sul presupposto che lo stato di cittadino residente nel comune di Specchia del richiedente lo esonerava dall’onere di chiarire la propria posizione legittimante - è stato respinto dal Tar adito con sentenza della II sezione interna, n. 1020 del 27 aprile 2010, avverso la quale l’originario ricorrente ha proposto appello, denunciandone erroneità e illogicità, con riguardo, in particolare, all’omesso apprezzamento della puntuale disciplina del diritto di accesso contenuta nel vigente regolamento del comune di Specchia in relazione all’articolo 7 della L. 142/1990 e alla disciplina contenuta nel regolamento regionale in materia di accesso 29 settembre 2009, n. 20. L’ente, a sua volta, già presente nel primo grado del giudizio, si è costituito, per resistere all’appello.

 

 

La decisione

Il Consiglio di Stato, con la sentenza annotata, ha respinto l’appello, interamente condividendo le conclusioni del giudice di primo grado.In particolare, muovendo dalla considerazione, in fatto, che non vi era stato da parte dell’amministrazione comunale alcun espresso diniego di accesso agli atti, ma, piuttosto, l’invito a integrare le domande di accesso con gli elementi necessari e sufficienti all’individuazione dell’interesse personale, concreto e non emulativo, idoneo a legittimare la richiesta, ha ritenuto: - l’inconfigurabilità di una disciplina speciale in materia di accesso agli atti delle amministrazioni locali, desumibile dall’articolo 10 del Dlgs. 267/2000, che sancisce il principio della pubblicità degli atti delle amministrazioni locali, rispetto alla disciplina dell’accesso di cui agli att.22 e seguenti della L. n. 241/1990, art. 25; - la natura strumentale del potere attribuito alle amministrazioni locali di disciplinare il diritto di accesso ai propri atti; - la rispondenza del regolamento del comune di Specchia ai limiti derivanti dalla rilevata natura del potere accordato, quanto ai requisiti e modalità di esercizio del diritto di accesso, anche in favore dei cittadini residenti e con riguardo agli atti soggetti a pubblicità; - la mancanza di attinenza dell’oggetto del contendere alla materia ambientale, concernendo, l’accesso, esclusivamente, la liquidazione del gestore del servizio di raccolta RR.SS.UU. di somme a titolo di anticipazione del canone; - l’irrilevanza, in tema di presupposti e modalità di esercizio del diritto di accesso, che l’istanza abbia riguardato atti pubblicati nell’Albo del comune.

 

 

I precedenti

Nel senso che la specialità delle disposizioni relative agli enti locali integra la più generale legge sul procedimento, Cons. Stato. Sez. V. 8 settembre 2003, n. 5034. Conformi all’orientamento espresso in sentenza: Cons. Stato, sez. V, n. 7773/2004; n. 6879/2004; n.1412/2004.
Nello stesso senso, Tar Campania - Salerno, Sez. II, n. 2801/2005, citata dal Tar Lecce, citata nella sentenza di primo grado. Sulla nozione di posizione legittimante in materia di accesso: Cons. Stato, sez. IV, 30 novembre 2009, n. 7486; 26 novembre 2009, n. 7431; 3 agosto 2010, n. 5173;sez. V, 25 maggio 2010, n. 3309.

 

 

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Gli orti urbani

Gli orti urbani nascono alla fine del XIX secolo in Germania ed Inghilterra con scopi sociali per ...

Le strategie web delle pubbliche amministrazioni italiane

La ricerca del dipartimento di marketing dell’Università Bocconi di Milano ha analizzato nel ...

Federalismo fiscale: i rischi di un processo "povero di numeri"

Il decreto legislativo n. 216/2010 "recante disposizioni in materia di determinazione dei ...

I nuovi scenari delle entrate comunali dopo il federalismo municipale

È entrato in vigore il 7 aprile scorso il decreto legislativo  n. 23 del 14 marzo 2011 recante ...

Servizi locali, dalla Consulta sipario sull'in house

Parafrasando un mantra della politica attuale si potrebbe dire "Meno male che la Corte ...

Conferenza unica, la scelta che frena le Autonomie

Il ddl "Delega al Governo per l'istituzione e la disciplina della Conferenza della ...

Società partecipate dai Comuni: confermati i divieti introdotti dalla manovra correttiva

La delibera 92/2010 della sezione regionale Piemonte è solo l'ultima di una lunga serie che ...

Patto di stabilità, corretto il tiro dei vincoli

Per le Regioni ampliati il novero delle spese oggetto di possibili compensazioni e la fattispecie ...

Assunzioni nei piccoli Enti fuori dal Patto: si allentano i limiti imposti al turn over

Mettendo ordine in un groviglio di interpretazioni le Sezioni riunite della Corte ...

Elezioni amministrative: fissati i criteri per ripartire oneri e competenze tra Enti

Con la circolare 25 marzo 2011, n. 4, il Viminale indica gli onorari da liquidare ai componenti ...

Dirigenti, i limiti agli incarichi a tempo determinato

Con tre diverse pronunce la Corte dei conti risolve i dubbi interpretativi sulla copertura dei ...

Bilanci e patto di stabilità, i conti non tornano

Il patto di stabilità 2011/2013 si presenta impegnativo per le amministrazioni locali, che se ne ...

I nodi del federalismo sui bilanci degli Enti

I nodi del federalismo stanno venendo al pettine: il passaggio dalle enunciazioni di principio ai ...

Federalismo, l'incognita della fiscalità locale

Le richieste avanzate dall'Anci hanno trovato sostanziale accoglimento nell'ultima versione del ...

Risorse e riforme in bilico, nebbia sui bilanci 2011

Il bilancio 2011 si presenta realmente critico e problematico per gli Enti locali, alla luce del ...

Il segretario comunale sara' il responsabile anticorruzione

Adozione del piano anticorruzione, individuazione di uno specifico responsabile, che negli enti ...

Rateizzazione debiti e riscossione locale, le novità del decreto Fare

Più tempo a chi si trova in difficoltà nei pagamenti, impignorabilità della casa in cui si abita, ...

Manovra e Patto, un esame con troppe incognite

La fulminea conversione definitiva della Manovra correttiva ha introdotto importanti modiche alle ...

Comunicazioni telematiche: piu' responsabilita' per i dirigenti

Il Dl 179/2012 imprime un'accelerazione nell'applicazione delle norme sulla digitalizzazione ...

Regolamento sui controlli interni: vademecum per scrivere il Titolo I

Dopo l'analisi dei primi regolamenti emanati si segnalano i problemi principali che possono sorgere ...

Regolamento sui controlli interni: i dubbi sulle partecipate non quotate

Il controllo sulle societa' partecipate non quotate comporta delle difficolta' di scrittura, che ...

Vincoli alle spese e maggiori controlli: le misure definitive del Dl Enti locali

Riforma della contabilità, riequilibrio della situazione finanziaria, chiarimenti sull'Imu: tante ...

La disdetta delle locazioni passive riguarda gli Enti e non le partecipate

Ai sensi dell'articolo 3, comma 3, del Dl 95/2012 convertito in legge 7 agosto 2012, n. 135 ...

Meno vincoli, prestiti e risorse: gli Enti locali alla prova dei pagamenti

Allentamento del patto, fondo da 26 milioni e incremento delle erogazioni per i rimborsi d'imposta: ...

Patto di stabilita': i prospetti per dimostrare gli obiettivi programmatici

L'obbligo di predisposizione e trasmissione interessa, per la prima volta, anche i Comuni più ...

Conto del personale, controlli automatici in caso di "incongruenze"

Il conto annuale del personale 2012 che tutte le pubbliche amministrazioni devono inviare, ...

Regolamento sui controlli interni, la valenza delle norme finali

Il Regolamento sui controlli interni nell'Ente locale si conclude con il Titolo dedicato alle Norme ...

Come definire la revisione strategica nel Regolamento sui controlli interni

Per evitare incovenienti e' necessaria una cautela nella scrittura di questa parte del ...

Sospensione e durata del contratto, i Comuni possono derogare alle regole

In un parere reso all'Anci il dipartimento della Funzione pubblica fornisce indicazioni per il ...

Tributo comunale rifiuti e servizi, le linea guida al regolamento

Nell'ambito del programma operativo "Governance e azioni di sistema" Fes 2007-2013, ...

Trasporto locale, bonus dai contratti di servizio

I commi 6 e 7, dell'articolo 1, della legge di stabilità disciplinano a favore delle Regioni a ...

Assenze per malattia nelle amministrazioni: al Comune il conto per le visite di controllo

Le Aziende sanitarie potranno chiedere il rimborso ai Comuni per le visite fiscali effettuate fin ...

Decreto Brunetta: la Consulta estende alle Regioni i paletti per gli incarichi ai dirigenti esterni

Una importante sentenza della Consulta, la n. 324 del 3-12 novembre 2010, ritiene pienamente ...

Spesa annua per studi e incarichi di consulenza: la scure non risparmia le Autonomie

Con la circolare 14 marzo 2011 n. 3 il Dipartimento della Funzione pubblica chiarisce che il ...

Trasparenza Enti, la Civit detta le linee guida

La Commissione per l'integrità della Pa ha definito i criteri con cui tutte le pubbliche ...

Federalismo, i nuovi criteri per determinare il fabbisogno standard di Comuni e Province: sotto esame il costo di funzioni e servizi

Giunge in porto il decreto legislativo sui fabbisogni standard dei Comuni, approvato ...

Province: una cura dimagrante forzata al vaglio della Consulta

Con lei disposizioni d'urgenza, gli enti subiscono un depauperamento del loro assetto funzionale

Quote rosa: illegittima la Giunta tutta maschile senza preventiva ricerca di potenziali candidate

Tar Campania - Sezione I - Sentenza 26 gennaio-10 marzo 2011 n. 1427. Il problema ...

Conto del personale 2010: manuale operativo per la rilevazione annuale del lavoro pubblico e l’invio dei dati attraverso il sistema SICO

Come ogni anno la Ragioneria generale dello Stato, con la circolare n.15 del 3 maggio 2011, ...

Trasparenza Enti, la Civit detta le linee guida

La Commissione per l'integrità della Pa ha definito i criteri con cui tutte le pubbliche ...

Siope: i nuovi codici per classificare entrate e spese delle Regioni

Con il Dm Economia del 31 agosto 2012 sono stati aggiornati i riferimenti che dovranno essere ...

Dubbi di legittimità sulle ordinanze d'urgenza dei Sindaci

Le ordinanze d'urgenza dei Sindaci costituiscono oggi un problema ancora aperto, a causa delle ...

La PA mette in agenda il digitale

Con il cosiddetto "Decreto Sviluppo bis", Dl n. 179 del 18 ottobre 2012 "Ulteriori ...

Acconto Imu: le novita' su versamenti e approvazione delle aliquote

La rata in scadenza il prossimo 17 giugno dovrà essere calcolata prendendo a riferimento aliquote e ...

Anagrafe: addio agli archivi cartacei senza autorizzazione

Con alcuni mesi di ritardo rispetto ai tempi previsti, è stato pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale ...

Gestione e controlli: le linee guida per la relazione annuale delle Regioni

Arrivano le istruzioni e lo schema per trasmettere il documento sulla regolarita' della gestione e ...

I nuovi parametri di deficitarieta' strutturale 2013/2015

Con il Dm 18 febbraio 2013 il Ministro dell'Interno ha aggiornato i parametri con cui vengono ...

Pagamenti Pa: definiti gli importi fuori dal Patto di stabilita' interno

Con un tempismo perfetto il 14 maggio, il Ragioniere Generale dello Stato ha firmato il decreto ...

Niente straordinario elettorale per i segretari comunali

I segretari comunali e provinciali non possono partecipare alla erogazione dello straordinario ...

Relazione di fine mandato, gli schemi per la rendicontazione finale

A quasi tre mesi di distanza dall'intesa raggiunta in sede di Conferenza Stato-città e Autonomie ...

Il pacchetto sicurezza e le ordinanze d'urgenza dei Sindaci

Il decreto legge 12 novembre 2010, n. 187, che contiene "Misure urgenti in materia di ...

L'aggiornamento professionale a portata di app - Scopri i vantaggi dell'informazione digitale

L'aggiornamento professionale a portata di app Scopri i vantaggi dell'informazione digitale In ...

Il fondo per il merito nella riforma dell'Università

Tra le novità di maggiore interesse introdotte dalla riforma dell'Università, approvata al Senato ...

Il Consiglio di Stato detta le regole per coniugare accesso e privacy

Nell'agire trasparente della PA l'equilibrio tra l'accesso ai documenti amministrativi da una parte ...

La riforma dei servizi pubblici

È stato pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale n. 239 del 12 ottobre 2010 il Dpr n. 168 del 7 ...

Come aggiornare gli schemi di regolamento alle novità della riforma Brunetta

Con l’entrata in vigore, il 15 novembre 2009, della c.d. riforma “Brunetta” si è completato quel ...

Regolamento appalti: i vuoti legislativi aperti dai rilievi della Corte dei conti

La pubblicazione del Dpr n. 207 del 5 ottobre 2010 senza le parti non ammesse al visto da parte ...

I servizi pubblici locali "sotto soglia" sono fuori dall'art. 23-bis

Una recente decisione del Consiglio di stato (sez. V, n. 552 del 2011) ha riformato la decisione di ...

La riscossione della Tares alla luce del decreto 35/2013

La nascita del nuovo tributo comunale sui rifiuti e sui servizi, denominato Tares, rischia di ...

In Gazzetta il Dl Enti locali, cambia l'Imu per gli immobili dei no profit

Nella Gazzetta Ufficiale del 10 ottobre 2012 è stato pubblicato il testo del Dl Enti locali ...

Tre decreti in uno per il federalismo fiscale

Via libera nel Consiglio dei ministri del 7 ottobre scorso a un decreto unico, che racchiude gli ...

Debuttano le giornate del tecnico dell’Ente locale

A Roma il primo Congresso nazionale Unitel dedicato al tecnico dell’ente locale. Sotto la lente ...

La finanza sociale per gli enti locali

Il finanziamento del Partenariato pubblico privato rischia di finire in un vicolo cieco.

I circuiti e le reti teatrali: forme gestionali innovative nello spettacolo

Per affrontare la crisi economica, Regioni, Provincie e Comuni, proprietari e gestori di teatri o ...

C'era una volta il lavoro in ufficio...

Il telelavoro rappresenta una possibile soluzione alla riduzione dei costi che consente la ...

Anche la "Fondazione Carnevale di Viareggio" è un organismo di diritto pubblico

Ancora una volta il Consiglio di Stato interviene in tema di organismo di diritto pubblico, al fine ...

In arrivo il correttivo per l'applicazione della riforma

Approvato il correttivo del decreto Brunetta, per "guidare dritta" la riforma. Lo schema ...

"Buoni" un po' meno...buoni

Il provvedimento della spending review che fissa un tetto al valore dei buoni pasto mostra numerose ...

Quanto vale "il pezzo di carta"?

Il 22 marzo scorso il Governo ha avviato una consultazione pubblica per "valutare" la ...

Invio dei certificati on line entro il 31 gennaio

C’è tempo fino al 31 gennaio per l’invio telematico dei certificati medici che attestano assenze ...

L'invio telematico manda in soffitta la vecchia raccomandata A/R

Da Palazzo Vidoni un vademecum per rendere più agevole la procedura telematica di invio dei ...

Visita fiscale obbligatoria se l'assenza cade di venerdì o di lunedì

"Mini restyling" alla disciplina in materia di assenze per malattia. Nella manovra ...

Trattamento accessorio: la definizione alla contrattazione collettiva

Sono i contratti collettivi a definire il trattamento accessorio del personale: la ...

Pareggio di bilancio per tutte le PA

A partire dall'esercizio finanziario relativo all'anno 2014 si applicheranno le disposizioni ...

Serve una riorganizzazione di qualita', non di soli tagli

Per perseguire il buon funzionamento della pubblica amministrazione e per stimolare la crescita e ...

Lavoro pubblico women friendly? Il gap si misura in anni luce

Anticipiamo l'editoriale di Maria Barilà tratto da Guida al Pubblico impiego n. 3, chiuso in ...

La riforma della PA si gioca su tre piani

Un'anticipazione da Guida al Pubblico impiego n. 2/2011. L'editoriale di Maria Barilà, che disegna ...

La Riforma Brunetta si applica all'Agcom?

L’art. 40 del Dlgs 165, come modificato dal Dlgs 150, ripartisce le materie di competenza della ...

Spending review, leitmotiv del 2012

Revisione e razionalizzazione della spesa pubblica caratterizzano la prima fase dell'anno in corso. ...

Rebus mobilità

L’istituto della mobilità continua a lasciare dubbi alle autonomie locali. Le incertezze riguardano ...

Il blocco delle progressioni è solo dal 2011

Il Dl n. 78 non blocca le progressioni di competenza del 2010. Lo afferma la Corte dei conti della ...

È possibile l'utilizzo del mezzo proprio?

La questione dell'utilizzo del mezzo proprio per le attività lavorative dei dipendenti della PA e ...

C'e' tempo fino al 31 marzo per i piani di razionalizzazione

Entro il 31 marzo le pubbliche amministrazioni possono adottare piani di razionalizzazione della ...

Uffici tecnici: gli incentivi per dipendenti e dirigenti

Le incentivazioni per gli uffici tecnici devono essere incluse nel fondo per la contrattazione ...

Come fare il piano delle performance

Tutte le risposte sulla redazione del piano delle performance. Regole, vincoli e tempistica per ...

La radiografia degli errori nella gestione delle risorse

Le ispezioni della Ragioneria generale dello Stato ci forniscono il quadro degli errori commessi ...

I nuovi limiti al trattamento economico dei segretari

Dal tetto di spesa all'indennità di galleggiamento, dal rimborso delle spese di viaggio alla ...

Previdenza: per la Corte Ce vale la normativa dello Stato datore di lavoro

Fabrizio Bonalda ha annotato per Guida al Pubblico impiego n. 1 del 2011 la sentenza 9 dicembre ...

Medici in pensione a 70 anni

65 anni d'età o 40 anni di servizio effettivo: queste le coordinate per il collocamento a riposo ...

I tempi della buonuscita si dilatano

L'Inpdap torna a occuparsi dell'allungamento dei termini di pagamento dei trattamenti di fine ...

Trattamento accessorio: se indebito paga il dirigente

Anche ai dipendenti delle regioni si applicano i principi della contrattualizzazione del rapporto ...

Dal 2 novembre F24 EP per tributi, contributi e premi

Al via i versamenti di tutti i tributi amministrati dall'Agenzia delle Entrate, dei contributi ...

Il festival della burocrazia

L'attività della PA è sepolta sotto una scura coltre di adempimenti stratificati, che paralizzano ...

Legittima la riduzione della pensione oltre il 50% in caso di part time

Il trattamento di pensione di anzianità può essere ridotto in misura inversamente proporzionale ...

Nei torridi uffici pubblici la semplificazione rimane ancora un miraggio

Della semplificazione, richiesta a gran voce da cittadini, burocrati e politici, in realtà poco ...

Ricongiunzioni onerose: un tavolo tecnico in cerca di correttivi

Lo scoglio principale rimane però quella della copertura finanziaria del ripristino del regime ...

Il finto tetto ai compensi d'oro

In GU il Dpr n. 195/2010, che fissa i limiti massimi del trattamento economico onnicomprensivo per ...

La pubblicità delle procedure concorsuali negli enti locali

L’esperto di Guida al Pubblico impiego analizza la questione della pubblicazione da parte di un ...

Certificati on line: un sistema ancora da testare

Alcune considerazioni sulla rivoluzione telematica dei certificati di malattia. Il termine del 31 ...

Mobbing: quando scatta il danno erariale?

Il giudice contabile siciliano, con la decisione n. 2028/2011, ha chiarito che il mobbing è causa ...

Per fare il city manager ci vuole il diploma di laurea

L'incarico conferito ad un soggetto privo della laurea costituisce una scelta dannosa per l'ente ...

Certificati telematici: altre indicazioni da Palazzo Vidoni

Il dipartimento della Funzione pubblica torna sulle assenze per malattia e, con la circolare n. 1 ...

Pensione ai superstiti: le quote spettanti agli aventi diritto le fissa la legge

La determinazione delle quote di pensione di reversibilità spettanti ai diversi aventi diritto è ...

Niente indennità di turno se il servizio non è continuativo

Non hanno diritto all’indennità di turno i dipendenti del comune che, pur avendo un orario ...

Reato di truffa e rischio reclusione per chi dimentica di timbrare

Severo monito dai giudici di piazza Cavour: rischia una condanna per truffa e per interruzione di ...

Concorsi: legittimo un inquadramento diverso da quello previsto nel bando

È legittimo un inquadramento diverso da quello previsto dal bando di concorso espletato ...

Tempo determinato: conversione automatica se si superano i limiti

Sono nulli i contratti di lavoro a tempo determinato stipulati tra un docente e alcuni istituti ...

Società in house: ribadito il vincolo del patto di stabilità

L'assoggettamento al patto di stabilità delle società in house costituisce principio generale, ma ...

Il giudice delle leggi boccia i “concorsi riservati”

La Corte costituzionale torna in breve tempo ad occuparsi di “concorsi riservati”, confermando il ...

Quote rosa ai vertici del settore pubblico

L’approvazione in Parlamento del Ddl che obbliga le società, anche in mano pubblica, a riservare ...

Valutazioni delle commissioni di concorso sindacabili dal GA

Il sindacato giurisdizionale di legittimità del GA sulle valutazioni tecniche delle commissioni ...

Palazzo Vidoni spiega i tagli agli organici delle PA

Con la direttiva n. 10/2012 il dipartimento della Funzione pubblica detta le linee di indirizzo e i ...

Il regolamento delle professioni vale anche per il pubblico impiego?

Pubblichiamo le riflessioni di Maurizio Danza sul regime delle incompatibilità nel pubblico impiego ...

Ricostruzione dal basso, la governance partecipata nel terremoto in Emilia

Tra la notte del 20 maggio e la mattina del 29 l’Emilia e gran parte del Nord Italia hanno vissuto ...

Protezione civile: grandi eventi ‘ristretti’ dalla Corte dei conti

L’ordinanza della Protezione civile riguardante l'organizzazione e lo svolgimento della “Louis ...

Per uscire dall'empasse serve "fare di più"

Questo mese Guida al Pubblico impiego ospita un editoriale del consigliere Verbaro sulle difficoltà ...

Quell'occasione mancata per il lavoro pubblico

Francesco Verbaro delinea lo scenario "che verrà" per le PA alla luce dell'approvazione ...

Ricostruzione dal basso, la governance partecipata nel terremoto in Emilia

Tra la notte del 20 maggio e la mattina del 29 l'Emilia e gran parte del Nord Italia hanno vissuto ...

Così la soppressione dei consorzi di funzioni

Nella rubrica Filo diretto, pubblicata ogni mese su Guida al Pubblico impiego, il nostro esperto ...

Per le PA una nuova opportunita' di conservazione dei documenti

Gestire e conservare i propri documenti attraverso sistemi in cloud. L'articolo è tratto da Guida ...

PI: assenze dal servizio, responsabilità e sanzioni per i medici

Con la circolare n. 5 del 20 aprile scorso, il dipartimento della Funzione pubblica fornisce ...

Carta delle Autonomie, sistema per il federalismo

Qualcosa si muove sul versante del cosiddetto federalismo istituzionale. È ripreso al Senato ...

Fiscalità locale tra rigore e licenza di tassare

Alle Regioni e agli Enti locali si sta dando licenza di tassare. Potranno imporre in maniera ...

Responsabilita' istruttoria e affidamento di consulenze

illegittima una consulenza affidata a due professionisti esterni

La responsabilita' per deficit di bilancio

Sotto la lente dell'esperto un caso "limite" che fotografa, perfettamente, l'andamento ...

Immigrazione: adempimenti e diritti

Il fenomeno migratorio sul territorio italiano è cresciuto stabilmente di intensità nel corso degli ...

Incarichi tra procedure comparative e selezioni

Le regole del Dpr n. 487/1994 valgono anche nelle ipotesi di affidamento di incarichi esterni. ...

La pubblica amministrazione dopo la Spending review

Un'organizzazione ampia e articolata, un debito pubblico "quasi tutto al centro, mentre il ...

I permessi retribuiti per motivi di studio spettano anche al lavoratore a tempo determinato

Anche ai lavoratori a tempo determinato spettano le 150 ore retribuite per motivi di studio. Tale ...

Come razionalizzare la PA: istruzioni per una corretta attuazione

L'Anci detta chiarimenti e possibili interpretazioni per l'applicazione dell'art. 9 del decreto ...

Proroga "lunga" per la previdenza complementare

Prorogato al 31 dicembre 2015 il termine dell'esercizio dell'opzione per aderire alla previdenza ...

Dall'Anci le linee guida sul ciclo della performance

Enti locali al countdown per definire il sistema di misurazione e valutazione delle performance ...

Cloud: vanno indicati ruoli e responsabilita'

Tra gli aspetti da valutare nell'adozione da parte della PA di un sistema cloud, è rilevante quello ...

PA e cloud: sara' piu' facile andare "sulle nuvole"

Per i servizi cloud è fondamentale che le future determinazioni in sede comunitaria e nazionale ...

Malattia: per le assenze controlli dal primo giorno

Il Dl 98 interviene in materia di assenze per malattia dei lavoratori pubblici, novellando la ...

Napolitano firma la manovra da 24,9 miliardi

Guida al Pubblico impiego di giugno ospita uno Speciale dedicato alla manovra correttiva

Una bussola per gestire il cambiamento della PA

Non esistono "regole" o teorie generali per gestire i processi di cambiamento.

Agli Enti locali serve una strategia di sviluppo

Non sempre le amministrazioni dedicano al tema della strategia attenzioni e cura adeguate. ...

La motivazione del personale aiuta la performance

Il tema della motivazione, la "spinta ad agire", aiuta i responsabili di unità ...

La pubblica amministrazione costa meno, ora serve una nuova organizzazione

Dall'ultimo "Rapporto semestrale sulle retribuzioni dei dipendenti pubblici dell'Aran": ...

Giù le mani dal merito

L'editoriale è pubblicato in Guida al Pubblico impiego n. 10 di ottobre 2010

Dal Comitato tecnico interregionale il vademecum per la corretta gestione del rischio

Il tema della valutazione dello stress sul lavoro sta registrando, periodicamente, note di ...

Dati sulla salute: vietata la pubblicazione all'albo della determinazione che li contiene senza "omissis"

Una recente sentenza della prima sezione della Corte di cassazione, la n. 2034 del 2012, chiarisce ...

Riforma Brunetta e medici di famiglia: come si esce da un cul-de-sac?

Quanti dipendenti pubblici negli ultimi mesi sono passati dal loro medico di base a chiedere un ...

Partecipate: istruzioni operative agli Enti per cedere le società senza fini istituzionali

Non manca molto alla scadenza entro la quale gli Enti locali dovranno disfarsi delle partecipazioni ...

Medici in pensione a 70 anni

65 anni d'età o 40 anni di servizio effettivo: queste le coordinate per il collocamento a riposo ...

Prime indicazioni sul nuovo processo amministrativo

L'entrata in vigore del D. lgs. 2 luglio 2010, n. 104, costituente il Codice del nuovo processo ...

Piano triennale di azioni positive: spazio a benessere e sicurezza lavoro

Il prossimo "Piano triennale per le azioni positive" può rappresentare un'occasione ...

Gli aggiornamenti della sezione Pubblica Amministrazione anche su Facebook e Twitter

Segui gli aggiornamenti relativi alla Pubblica Amministrazione pubblicati su Professioni e ...

Il lavoro pubblico resisterà alla manovra correttiva?

da "Guida al Pubblico impiego" di giugno che ospita uno Speciale dedicato alla manovra ...

Pensioni: transito di dipendenti pubblici

L’Inpdap dà chiarimenti in ordine alla valutazione dei servizi pregressi ai fini di un unico ...

Le deroghe alla scadenza delle Rsu

Sotto la lente l'ultravigenza delle rappresentanze sindacali unitarie. Cosa accadrà in futuro dal ...

Il cubo di Rubik

Il Dfp ha inviato alle PA con circolare indirizzi, criteri e termini in ordine alla ridefinizione ...

Ritorna la tesoreria unica: al via i trasferimenti delle somme

Dopo il decreto liberalizzazioni oltre 10mila soggetti non potranno effettuare una gestione ...

Legittime le norme di contenimento e razionalizzazione della spesa pubblica se circoscritte a principio di coordinamento di finanza pubblica

Con la sentenza n. 139/2012, la Consulta ha respinto le censure di legittimità costituzionale ...

Concorsi: la semplificazione arriva con un click

La circolare n. 12 del Dfp chiude la querelle intorno alla richiesta di parere in merito alla ...

Riforma del lavoro e rapporti a tempo determinato

I chiarimenti della Funzione pubblica sulla disciplina della successione dei contratti a termine e ...

Digitalizzazione e trasparenza: il difficile cammino verso un'amministrazione aperta

Pubblicità e digitalizzazione dei procedimenti amministrativi e le possibili conseguenze della ...

Il quadro degli interventi sul pubblico impiego in Europa

Gli effetti della crisi finanziaria sul settore pubblico: il quadro europeo degli interventi di ...

Da Marchionne a Brunetta: confronto tra pubblico e privato

Una convergenza sostanziale e non ideologica tra il mondo del lavoro privato e il mondo del lavoro ...

Costare meno o fare di piu'?

La dirigenza pubblica tra trasparenza e riduzione dei costi.

Agenda "pesante" per la pubblica amministrazione

L'editoriale di Francesco Verbaro apre il numero di Guida al Pubblico impiego e nel suo articolo ...

La sfida della flessibilita'

La regolamentazione del lavoro flessibile rimane nel settore pubblico una delle più grosse ...

Quali scelte rendono efficace l'amministrazione?

Quali sono le scelte che fanno di un'amministrazione un'amministrazione efficace?

PA e fondi comunitari: l'ennesima occasione mancata

Le PA da tempo dimostrano scarsa capacità di utilizzare le risorse dei fondi comunitari. Con grave ...

Il lavoro flessibile negli enti locali: vincoli o norme di principio?

Per arginare la resistenza diffusa ad introdurre criteri selettivi in materia di spesa del ...

Province in campo per contrastare la crisi

Siglato di recente, il Protocollo tra ministero del Lavoro ed Upi applica la riforma Brunetta ai ...

Spending review, banco di prova per politiche coraggiose

Che sia questa la volta "buona"? Che la spending review sia il volano per politiche ...

Indennità di maternità ed enti locali

Angelo Trovato approfondisce per Guida al Pubblico impiego la questione dell'indennità di maternità ...

Spoils system, ultimo atto

La Consulta ha bocciato l’art. 2, co. 161, del Dl n. 262/2006, nella parte in cui dispone che gli ...